Attesa troppo lunga: nuova piscina addio, si sistema la vecchia
Pavullo. Il sindaco risponde ad un’interrogazione dei 5 Stelle «Il ministero è lento e c’è un contratto col Csi da rispettare»
PAVULLO. A meno di colpi di scena, sembra davvero naufragato il progetto della nuova piscina. Come riportato dalla Gazzetta, il 17 giugno la Soprintendenza, in seguito all’esposto di Italia Nostra, ha sospeso il parere definitivo di assenso (tornando sul sì preliminare dato il 23 marzo) per un vincolo legato alla legge Galasso (tutela del Parco Ducale) relativo all’area dei campi da tennis dove l’impianto doveva sorgere. Da allora però sono passati più di cinque mesi, motivo per cui Fabio Catani (5 Stelle) ha chiesto conto della situazione in un’appuntita interrogazione dibattuta ieri in Consiglio.
Il documento infatti l’ha etichettato come “un progetto Canovi-Iseppi” per il quale, in caso di accantonamento, erano da accertare anche eventuali danni da chiedere. Ha risposto direttamente il sindaco Luciano Biolchini, precisando come non vi siano danni da rivendicare perché nel progetto iniziale non vi era nulla di illecito: «La decisione della scorsa amministrazione di ubicare l’opera sull’area vincolata - ha detto - era del tutto legittima perché la Legge non impone un divieto assoluto di edificabilità in questi ambiti, ma subordina gli interventi a opportune mitigazioni».
Così come non vi è neanche divieto di recuperare il vecchio edificio in zona di frana, con le dovute prescrizioni. Propendere per una cosa o l’altra diventa quindi una valutazione personale, o meglio «la critica - ha rimarcato - può essere solo di ordine politico, per una diversa visione».
E in campagna elettorale Biolchini aveva detto chiaramente che la sua idea era quella di recuperare il vecchio e salvare i campi da tennis. A supporto è arrivata adesso un’altra lettera della Soprintendenza del 25 ottobre in cui l’ente si è detto “non in grado di precisare la tempistica e l’esito delle verifiche in atto a livello ministeriale”. Progetto sospeso sine die, dunque. Situazione, ha detto Biolchini, «che non è compatibile sotto il profilo giuridico e tecnico con il contratto sottoscritto (con il Csi Modena, ndr) mettendo a rischio anche i finanziamenti ricevuti. Per questo abbiamo avviato uno studio per vedere se è possibile stendere un nuovo progetto che preveda la ristrutturazione dell’immobile esistente». Iter portato avanti insieme al Csi, a cui spetterà l’ultimo sì.
Che pare però l’unica via d’uscita.
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