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Bocciato il posticipo per i mutui e le tasse

Bocciato il posticipo per i mutui e le tasse

La Regione continua a proporre numeri positivi sull’emergenza post sisma, i Map - già al centro di numerose polemiche per i costi di gestione - sono in costante via di smantellamento, ma ora il...

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La Regione continua a proporre numeri positivi sull’emergenza post sisma, i Map - già al centro di numerose polemiche per i costi di gestione - sono in costante via di smantellamento, ma ora il problema prioritario, oltre alla lentezza cronica della liquidazione delle ristrutturazioni, è quello economico. A Roma, però, pare che il terremoto economico emiliano sia passato in secondo piano, come denuncia il deputato M5s, Vittorio Ferraresi.

«Entro poche settimane i Moduli abitativi provvisori (Map) rimasti, scesi ormai a 54, saranno definitivamente chiusi. Ora gli sforzi maggiori saranno concentrati nella ricostruzione delle opere pubbliche danneggiate, o distrutte dal sisma in Emilia del 2012», ha detto il presidente della Regione e commissario alla ricostruzione, Stefano Bonaccini. Oggi i nuclei familiari assistiti sono calati a 2.769, dai 16.547 del maggio 2012. I 54 Map sono 5 a Cavezzo, 10 a Cento 10, 4 a Concordia, 3 a Mirandola 3, 20 a Novi, 9 a San Felice e 3 a San Possidonio.

Ci sono però problemi per la restituzione delle rate dei mutui contratti con lo Stato per saldare tasse e contributi sospesi. Non ci sarà un rinvio dopo che le proposte avanzate da Vittorio Ferraresi (M5s) sono stati bocciati in Legge di Stabilità. «Prendo atto dell’assurda e indegna bocciatura da parte della maggioranza di Governo. Il primo riguardava la sospensione della rateizzazione di eventuali mutui per privati che abbiano avuto immobili lesionati e tuttora inagibili a causa del sisma, fino alla totale erogazione del contributo per la ricostruzione, e comunque non oltre il 31 dicembre 2017. Il secondo invece era per le imprese della Regione che non hanno ancora ricevuto il contributo per la ricostruzione, per le quali era stata chiesta una proroga, dal 1 novembre al 31 dicembre 2017, della restituzione della prima rata del finanziamento a tasso agevolato. Oggi un quarto delle imprese del territorio - come segnalato anche da Rete Imprese Italia - non saranno in grado oggi di affrontare il costo della rata. Vergognosa è stata la frase di Maino Marchi (Pd), usata come giustificazione al voto contrario del suo partito, secondo il deputato infatti le imprese attendono il contributo da 4 anni perché “sono indietro con la presentazione dei progetti”. Ne prendo atto, con rabbia e disgusto».

Intanto Sisma.12 ha diffuso un’inquietante lettera inviata ad un imprenditore che non ha saldato la prima rata del prestito statale. Si tratta di una missiva di sollecito di un importante gruppo bancario del territorio, che preannuncia anche la segnalazione alla centrale rischi della Banca d’Italia, opzione sempre negata anche dalle associazioni di categoria e dal mondo politico chiamato a trattare la delicata questione.

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