Bper diventa società per azioni Caselli scrive una lettera ai soci
I lavori sono stati coordinati dal vicepresidente Marri con l’approvazione di tutte le proposte La lunga nota è stata letta in avvio: «Ora prende corpo l’opportunità di un nuovo inizio»
Bper da oggi riscriverà la propria storia, che non sarà più la lunga vicenda di una banca cooperativa ma di una società per azioni in cui ovviamente comanda chi, in un modo o nell’altro, ha il controllo dell’azionariato. Motivazioni per cui quella di ieri è stata l’ultima assemblea tradizionale in cui migliaia di modenesi, così come avveniva da tanti anni, si sono ritrovati per le rituali votazioni ma soprattutto per una particolare occasione di incontro, e di chiacchiere, fra persone accomunate dalla scelta di appartenere al novero dei soci del prestigioso istituto di credito cittadino.
Il rituale del voto questa volta diventava secondario e scontato, ancor più rispetto al passato, perché l’approvazione della trasformazione in spa era previsto avvenisse per alzata di mano, così come per le altre deliberazioni di minore impatto sul futuro. L’ultima volta del cosiddetto voto capitario, una testa un voto come si ripete sempre.
La fine di un’epoca e d’altra parte è anche vero che il sistema bancario sta subendo trasformazioni significative e Bper vuole dimostrare una volta di più di essere al passo con i tempi. Anche se non si deve dimenticare che, più che per incidere concretamente sul futuro della banca, queste assemblee sono state sempre un momento particolare di ritrovo per tanti o per passare un sabato mattina diverso dal solito, magari in compagnia della moglie, o per parlare di affari con amici piccoli soci o colleghi imprenditori, o per puntare con determinazione al buffet offerto dalla banca, come ampiamente dimostrato anche ieri da qualche socio anziano che chiedeva inutilmente aiuto al giornalista per questa ragione. Ma ieri il buffet per i soci non era previsto.
Un elemento di fatto importante in questa assemblea è dato dall’assenza del presidente Ettore Caselli. Alla vigilia di questa assemblea si era diffusa la voce della sua volontà di dimettersi dall’incarico, forse anche perché a 74 anni può accadere di sentire il peso gravoso di una carica così impegnativa. Da una parte l’assenza di Caselli «per un improvviso, fastidioso malessere» e dall’altra l’amministratore delegato Alessandro Vandelli che, a domanda precisa sulle possibili dimissioni di Caselli, non ha voluto smentire, preferendo solo ricordare che l’incarico scadrà nel 2018. Ognuno può interpretare questi dati di fatto come crede ma è ovvio che questo avvicendamento diventa imminente. Anche se è giusto e prevedibile che il contributo di esperienza e competenza da parte di Caselli alla banca possa restare presumibilmente intatto grazie alla sua presenza nel Cda. L’assemblea è stata gestita dal vicepresidente Alberto Marri e Caselli ha inviato il proprio saluto mediante una lettera che è stata letta all’inizio dell’assemblea. Questi i passi principali del lungo intervento: «Oggi è un giorno storico per la nostra banca - ha scritto Caselli - Mentre stanno ormai per compiersi 150 anni dalla sua fondazione Bper muta il suo stato da società cooperativa a società per azioni. Si tratta di una trasformazione che non abbiamo concorso a determinare, ma che affrontiamo nondimeno con grande serenità, guardando con fiducia al futuro. All'appuntamento la nostra banca si presenta con fondamentali di prim'ordine, con un coefficiente di patrimonializzazione che la pone ai vertici non solo nazionali, ma addirittura europei, e risultati economici oltremodo soddisfacenti. In questo quadro sono certo che anche in prosieguo, pur nel mutato contesto, non mancheranno la fiducia e l'apprezzamento manifestati sin qui nei confronti di un gruppo dirigente che ha condotto la banca a lusinghiere affermazioni. Ritengo, per essere più esplicito, che al consenso dei nostri tanti soci si unirà quello di quanti già investono o investiranno nel nostro capitale, assumendo partecipazioni anche rilevanti, convinti dell’affidabilità e della serietà della nostra gestione e visione strategica. Il passaggio a SpA implica, tecnicamente, un mutamento dello scopo sociale, che passa da mutualistico a capitalistico. È una transizione necessaria, che ovviamente accettiamo nelle sue conseguenze, ma che ci ha indotto a profonde riflessioni sulle modalità secondo cui declinare il nostro essere banca. Sta prendendo corpo l'opportunità di un nuovo inizio».
Dispiace non riuscire a pubblicare integralmente questa lettera ma pare opportuno dare spazio adeguato alle parole di Caselli perché, se quella di ieri sarà ricordata come una data storica per Bper, è pure vero che Ettore Caselli questa stessa storia ha contribuito a scriverla e la sua assenza, comunque la si voglia leggere, è uno dei dati più significativi dell’assemblea di ieri.
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