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«Che paura: ho temuto fosse un attentato»

«Che paura: ho temuto fosse un attentato»

La 28enne in ospedale: «Ho evitato il secondo passaggio del Suv». Due gemelle: «Salve per miracolo»

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Tra i clienti della caffetteria Dondi rimasti feriti anche due quarantenni, due gemelle modenesi. Una di queste è la persona che ha riportato le ferite più gravi: è rimasta infatti schiacciata in tutte e due le gambe, all’altezza del ginocchio. La sorella, che era accanto a lei, ha avuto delle forti contusioni sempre alle gambe ma già ieri, in tarda mattinata, è stata dimessa: «Mia sorella verrà operata lunedì, ha una gamba con ferite serie al ginocchio. Ma siamo speranzose. Eravamo in attesa di fare colazione, c’eravamo date appuntamento da Dondi con un’altra nostra amica. Siamo tutte e tre fresche quarantenni e volevamo festeggiare il nostro traguardo andando in treno a Milano, per vedere il musical di Malika Ayane e spassarcela un po’ a Milano. Lo faremo un’altra volta, adesso siamo qui». Mentre la sorella è in accettazione, lei è già nella sala d’attesa del pronto soccorso, assieme a suo marito, ad un altra sorella all’amica con cui doveva festeggiare. «Ho sentito un frastuono e poi mi sono trovata schiacciata. Ho immagini confuse, tanta paura perché è successo tutto all’improvviso, senza riuscire a capire cosa stesse accadendo. Per due volte io e mia sorella siamo finite schiacciate, un male terribile, è stato un miracolo». Lei assieme ad un altra cliente, sempre sulla quarantina, è stata dunque dimessa. Ancora ricoverata, ma solo sino a questa mattina, una ventottenne. «Ho sentito un urlo forte, poi quel frastuono, un botto fragoroso e in quel momento ho pensato ad un attentato. Ho creduto davvero che fosse esplosa una bomba dentro alla pasticceria. Mi sono voltata ed ho visto venirmi addossi il muso di un fuoristrada. Ero spostata verso il muro, entrano sulla destra cioè. L’auto mi ha colpito alla gamba destra subito, in modo molto forte. Sono rimasta in piedi e, forse per reazione al dolore, forse ancora pensando che potesse scoppiare qualcosa, mi sono spostate, andando verso il muro. E così, per fortuna, sono riuscita ed evitare la seconda passata di quel Suv. Poi ricordo davvero poco, tanta confusione, gente che si lamentava, un giovane in piedi sull’auto...». Verso mezzogiorno la titolare della caffetteria è arrivata al pronto soccorso di Baggiovara assieme ad una dipendente: è venuta per sincerarsi delle condizioni delle clienti e per parlare, per essere vicina a loro e ai familiari che così hanno avuto modo di avere immagini e spiegazioni. E anche un momento di conforto.

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