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I defibrillatori fanno discutere: Spezzano e sport esclusi

I defibrillatori fanno discutere: Spezzano e sport esclusi

FIORANO. Arrivano dieci defibrillatori in donazione ed è un’ottima cosa. Ma arrivano anche le lamentele per la scelta delle collocazioni. Finiscono tutti a Fiorano e a una sola società sportiva....

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FIORANO. Arrivano dieci defibrillatori in donazione ed è un’ottima cosa. Ma arrivano anche le lamentele per la scelta delle collocazioni. Finiscono tutti a Fiorano e a una sola società sportiva. Spezzano insorge e anche nel volontariato sportivo nascono perplessità. Il dono è importante ed è della Fondazione Giovanni Lucchese, voluta dalla famiglia per onorare la memoria del fondatore del Gruppo Florim.

I defibrillatori come è ormai noto sono diventati obbligatori in tutte le strutture pubbliche, comprese scuole e impianti sportivi. Il Comune ha ricevuto il dono e ha deciso in autonomia le collocazioni, che sono: palestra della scuola primaria Ferrari, media Leopardi, primaria Guidotti, municipio, Villa Pace, Palazzo degli uffici tecnici, biblioteca, Castello di Spezzano, Caffè del Teatro Astoria e una autovettura della Polizia municipale.

Bene per Fiorano, male per Spezzano che non ne riceve neanche uno, a parte quello al Castello che di certo non è al servizio della cittadinanza. I defibrillatori si fermano al vicino quartiere di Crociale. Niente alle scuole spezzanesi (alle medie Bursi ci ha già pensato la locale società sportiva), niente nei luoghi pubblici, come Casa Corsini. O al servizio della piazza Falcone e Borsellino, frequentatissima. Piazza Menotti a Fiorano se ne ritrova invece ben quattro nel raggio di 200 metri (municipio e uffici tecnici, Caffè del teatro, il Bla a una ventina di passi).

Anche le altre collocazioni lasciano perplessi, perché di fatto vanno a servire la società sportiva che utilizza la palestra delle Ferrari o quella delle Guidotti, che è la Libertas, la più grande società extra-calcistica. In questo caso a insorgere sono altri club: l’obbligo dei defibrillatori era stato istituito con il termine di giugno e qualcuno aveva già provveduto allora, poi è stato spostato a settembre, poi è arrivato a dicembre “e chi ha aspettato l’ultimo momento ha avuto un vantaggio - commenta un dirigente – ma il fatto è che il vicesindaco ci aveva detto che il Comune non avrebbe fornito defibrillatori a nessuna società sportiva e avrebbe sostenuto solo la formazione. Quindi tanti si sono attrezzati da soli, ricorrendo a sponsor. Ora invece i defibrillatori vanno a coprire le palestre utilizzate da un gruppo solo».

Gabriele Bassanetti

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