Il giovane avvocato salta sul cofano e blocca il guidatore
Mattia Fornero protagonista di quei drammatici momenti «Macchè eroe, ho solo fatto in modo che spegnesse l’auto»
Tanto dalle giovani ferite quanto dall’intero staff della caffetteria Dondi è stato assunto come il protagonista dell’intera vicenda. In lui hanno visto una specie di salvatore, una figura di riferimento, colui che ha fermato la corsa del Suv andando a bloccare direttamente quel guidatore anziano e frastornato seduto al volante. Ma questo eroe per caso si schermisce, nega ogni addebito, ringrazia solamente la sorte che ha impedito che quanto accaduto non si sia tramutato in una tragedia. Mattia Fornero, giovane avvocato, racconta: «Ma non sono un eroe e, davvero, non ho proprio fatto nulla di eclatante. Il fatto è che era proprio davanti alla porta d’ingresso e ho visto quel Suv impazzito che mi arrivava addosso. Cioè: noi tutti abbiamo sentito il botto fortissimo, quasi fosse un’esplosione. Ho guardato verso la porta e mi sono trovato un muso di auto che mi stava venendo addosso. Non ho gridato, non ho fatto in tempo a spostarmi perché tutta la scena sarà durata sì e no tre o quattro secondi. Ho semplicemente messo le mani avanti, come per proteggermi, un gesto d’istinto».
«E poi - prosegue l’avvocato - il Range mi ha urtato e io allora ho fatto come un salto e sono finito sopra al cofano. Ma non è finita perché chi guidava è andato indietro e poi è ritornato in avanti, non so cosa avesse combinato. Sta di fatto che è andato indietro e poi ancora avanti. Io ormai ero in piedi sul Suv, mi sono avvicinato al finestrino e ho detto a quello che era dentro di spegnere, di girare la chiave e di spegnere. Da quel che ho capito lui cercava di fare manovra per uscire, per liberare il bar, ma era sotto choc ed era meglio che non facesse più nulla».
«Poi ho visto un’altra persona, un uomo con la barba - aggiunge Mattia Fornero - che è andato ad aiutare quelle donne che erano rimaste incastrate vicino al bancone. Sia io e che altri abbiamo guardato subìto se sotto alla macchina non ci fosse rimasto qualcuno. Per fortuna non c’era: ed è stata davvero una fortuna. Perché spesso in pasticceria ci sono tanti bambini, ci sono le famiglie. Se nel bar ci fossero stati dei bimbi allora sarebbe stato un bagno di sangue»
«Tutto in pochi secondi - prosegue il giovane avvocato - ho notato che uno dei dipendenti è salito sul Suv ed è riuscito ad arrivare all’esterno. Era corso a sincerarsi che fuori non ci fossero vittime. In effetti prima di entrare avevo notato che c’era qualcuno all’esterno, che stava leggendo il giornale, facendo colazione. Poi evidentemente deve essere entrato prima che arrivasse il Suv. Io poi ho cercato di dare una mano, siamo stati tutti fermi all’interno, senza scavalcare: abbiamo aspettato l’arrivo del 118 e dei pompieri. I soccorsi sono passati sopra al Suv, poi i vigili del fuoco hanno “estratto” il Range Rover dalla caffetteria».
Lui continua a ripetere di non aver fatto nulla, ma evidentemente la sua prontezza e il fatto che abbia in qualche modo bloccato l’autista del Suv, non sono passati inosservati. Tant’è che i familiari e le stesse clienti ferite all’ospedale di Baggiovara, una volta in possesso del suo numero, lo hanno voluto ringraziare, chiamandolo e congratulandosi con lui al telefono. (s.to)
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