«Mandavo aiuti alla popolazione e di Fidel ho un ottimo ricordo»
Un legame, che per un certo periodo è divenuto piuttosto stretto, fra Carpi e il leader cubano Fidel Castro. Il filo rosso che collega la città a Cuba è l’imprenditore Sauro Mazzola, già titolare...
Un legame, che per un certo periodo è divenuto piuttosto stretto, fra Carpi e il leader cubano Fidel Castro. Il filo rosso che collega la città a Cuba è l’imprenditore Sauro Mazzola, già titolare dell’azienda d’abbigliamento “Armata di mare”. Nel 1994 il brand ha conquistato la “Melalla de Oro de la Calidad” consegnata dall’allora primo ministro Carlos Lage Dàvila, delfino di Castro. Mazzola ha incontrato, inoltre, il Lidèr Maximo a Roma nel corso di una visita ufficiale alla Fao.
«È successo grazie all’invito dell’allora ambasciatore di Cuba in Italia, Mario Rodríguez, il quale, in segno di gratitudine e di amicizia, ha voluto presentarmi con l’appellativo di “companero Mazòla”. Eravamo nell’atrio dell’hotel Sheraton dove sono intervenuti gli esponenti principali della sinistra italiana, da D’Alema a Curzi, da Diliberto a Pannella... “El Comndante in Jefe” non era così alto come l’immaginavo e in giacca e cravatta aveva un aspetto più rassicurante rispetto a quando indossava la sua uniforme verde oliva con tanto di cinturone e anfibi ai piedi. Mi strinse la mano con affabilità e buonumore dopo le poche parole dell’ambasciatore che hanno descritto le donazioni da me inviate sull’isola grazie alla disponibilità dell’amico Pippo Balicchi, allora direttore generale dell’Arcispedale di Ferrara. “Vede, mi disse, conosco benissimo l’Italia perché ho studiato diritto romano, sono avvocato e avevo una gran voglia di vedere Roma di persona. Peccato per questa “lluvia” (la pioggia) e tutti gli impegni, specie quello con il Papa Giovanni Paolo II, che non mi consentono di visitare Roma come vorrei... Vorrà dire che dovrò ritornare, magari in incognito”. La mia risposta fu spontanea e per nulla maliziosa: Comandante, di solito quando uno viaggia in incognito si mette barba e baffi posticci, lei se li dovrà tagliare. Lui mi rispose con un sorriso divertito, o almeno così mi è sembrato. Solo dopo mi resi conto che mi ero allargato un po’ troppo, a l’Avana non sono certo del buon fine di una simile prodezza», conclude Mazzola.
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