Modena, furto nello studio degli avvocati antimafia: atto intimidatorio?
Durante il convegno di Libera sulle mafie ignoti si sono introdotti nello studio in via Falloppia degli avvocati Vincenza Rando e Christian Mattioli Bertacchini mettendolo a soqquadro e prelevando degli oggetti
MODENA. Misterioso furto quello avvenuto la notte di venerdì in via Falloppia 53 all'interno dello studio legale degli avvocati Vincenzia Rando, dell'associazione Libera contro tutte le mafie e dell'avvocato Christian Mattioli Bertacchini responsabile per la Legalità della Direzione provinciale Pd . Ignoti dopo aver forzato la finestra, hanno messo a soqquadro gli studi dei due legali, all'interno dello stesso appartamento, rovesciando carte e documenti. Sarebbero anche stati asportati degli oggetti. Sull'episodio che non è da circoscrivere ad un normale episodio di criminalità indaga la Polizia.
Il ruolo di Vincenza Rando e di Mattioli Bertacchini, entrambi in prima linea nel promuovere iniziative contro le infiltrazioni di mafia tiene alta l'attenzione su questo episodio degli investigatori. Non sarebbe un caso se il furto è stato compiuto mentre, in contemporanea, a poche centinaia di metri - presso la camera di commercio - sia Vincenza Rando che Bertacchini Mattioli partecipavano a un convegno di Libera con don Luigi Ciotti, il procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero De Rao e Franca Imbergamo della Direzione nazionale antimafia Il senatore Pd Stefano Vaccari, menbro della commissione antimafia del Senato in una nota dice:
«Derubricare quanto accaduto a semplice furto sarebbe un errore grossolano: siamo davanti a un grave gesto intimidatorio e simbolico nei confronti di una delle personalità, che in questi anni, più si è spesa per il contrasto della criminalità organizzata, sia a livello locale che a livello nazionale.»
L'associazione Libera, in una nota di commento ai fatti, dichiara che "l'atto di venerdì scorso segue il linciaggio mediatico, durato per mesi, nei confronti di Enza Rando, dai manipolatori della verità. Il susseguirsi di tali episodi rappresentano dei gravi segnali che ci preoccupano ma non ci fermano, consapevoli che, lungi dall'intimorirci,ci stimolano ad essere ancora di più cittadini responsabili, decisi a difendere il bene comune da chi lo vuole corrompere, rubare, distruggere".
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