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Ricca anziana di Modena muore e lascia tutto alla sua domestica

di Carlo Gregori
Ricca anziana di Modena muore e lascia tutto alla sua domestica

La “colf” e la facoltosa signora erano legate da forte affetto. Lo sorella della defunta impugna ma i giudici: tutto regolare

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MODENA. Il Collegio civile del Tribunale di Modena ha stabilito che il testamento olografo scritto nel 2010 da una facoltosa anziana modenese è valido: i beni possono passare alla sua amica, l’ex donna che puliva le scale del condominio che lei amministrava; una donna semplice con la quale aveva stabilito un’intesa e una relazione di amicizia profonda durata più di vent’anni. Il testamento è valido e quindi annulla quello precedente in favore della sorella. Che ha impugnato il nuovo olografo avviando la causa.

La sorella. La sorella sosteneva che la defunta fosse ormai incapace di intendere e di volere quando nel dicembre 2010 ha firmato il nuovo testamento in favore della sua domestica e amica. Anzi, a gettare altri dubbi sull’autenticità del manoscritto poteva esserci il sospetto di una mano estranea nella stesura. La sorella indicava poi ai giudici i tempi ravvicinati del progressivo deterioramento delle facoltà mentali e quindi l’ipotesi che abbia testato in uno stato di incapacità psichica.

I giudici. Ma i giudici non sono dello stesso avviso e al termine di un lungo percorso di valutazione - che comprende una perizia medico legale ad opera di una importante esperta di medicina legale di Modena, la dottoressa Patrizia Zavatti, nonché di una perizia grafologica dettagliata - arrivano a concludere nella sentenza che non solo il testamento è da attribuire alla defunta ma che, benché anziana e ormai sull’orlo di un aggravamento psichico, l’anziana modenese era perfettamente in grado di voler lasciare tutto a quella donna che riteneva la sua domestica e amica.

Le scale. Si erano conosciute davvero sulle scale. La defunta era stata una dirigente industriale a Milano e, tornata a Modena, aveva amministrato alcuni condomini modenesi. In uno di questi palazzi nel 1991 lavorava una donna delle pulizie che, come scoprì, doveva gestire una dolorosa crisi familiare: il marito gravissimo all’ospedale e la figlia con gravi problemi di salute. Nonostante questa situazione difficile e dolorosa, col tempo quella donna umile riuscì a creare con la benestante amministratrice un vincolo che andava al di là della fiducia negli incarichi di lavoro. Nel 1998 l’anziana lasciò tutto alla sorella con un testamento depositato presso un notaio modenese. Nel frattempo, però, cresceva il suo affetto per quella donna che presto sarebbe diventata la sua persona di fiducia in casa e anche la sua confidente. Finché nel 2010, quando le sue facoltà psichiche cominciavano a deteriorarsi, ha deciso di lasciarle il suo corposo patrimonio con un nuovo testamento (aperto dopo il decesso, nel 2012). In questo modo ha annullato quello precedente in favore della sorella.

L'amica. L’amica, nominata governante, la seguiva ogni giorno in tutto. Anche durante un temporaneo ricovero in una casa di cura (come testimoniato dalla direttrice) andava a visitarla portandole i medicinali.

Tra l’anziana, la sorella e i nipoti, però, non c’era alcuna ruggine: i rapporti erano continuati come sempre; anzi, quando l’anziana fu colpita da un progressivo deterioramento delle facoltà mentali - mesi dopo la stesura del nuovo testamento - i nipoti la visitarono spesso. Sull’autenticità del testamento, la perizia - sottolineano i giudici - indica che comparando le scritture di quel testo con altri scritti della defunta non restano dubbi su una «assoluta sovrapponibilità che rende superfluo e inopportuno un approfondimento grafologico». Per quanto riguarda infine le sua psiche, la consulente medico-legale ritiene che non c’è prova che fosse incapace al momento di scrivere quelle parole: «Istituisco a mia erede universale .... per l’aiuto costante che mi ha dato».

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