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Vandelli: “Aggregazioni? In Valtellina ci sono amici”

«Nel 2017 si potrà vedere qualcosa, l’attuale turbolenza non è favorevole» Ecco perché nella spa potrà bastare un nucleo coeso di azionisti con il 20-25%

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Non è che dalla conferenza stampa di fine assemblea si possano attendere rivelazioni clamorose dall’Ad Alessandro Vandelli. Ovvio. Semmai si possono attendere conferme o smentite riguardo voci o notizie già circolate. E allora ecco che l’amministratore delegato fa capire una volta di più che dopo la trasformazione in spa nel 2017 sarà tempo di aggregazioni e quindi, dopo avere sottolineato che «la Lombardia è un territorio strategico e che da quelle parti abbiamo degli amici», sulla possibile fusione con le banche della Valtellina precisa: «Bisogna essere rispettosi dei tempi, dei modi e delle volontà degli altri, quindi per vedere se faremo un'operazione di aggregazione bisognerà aspettare i prossimi mesi. L'attuale turbolenza, l'alternanza sui mercati non sono i compagni di viaggio ideali per operare ora. Il tema delle dimensioni della banca è rilevante e credo che sia possibile vedere qualcosa nel 2017».

E ancora Vandelli, fra l’altro vistosamente dimagrito, non ha voluto smentire le voci che vorrebbero imminenti le dimissioni del presidente Caselli. E sul gruppo di azionisti che dovrebbe garantire la solidità e la continuità della governance nei prossimi anni nonostante il passaggio a spa, Vandelli ha chiarito che «potrebbe essere sufficiente un 20-25% del capitale in mano a un gruppo coeso di azionisti, considerando che, soprattutto in queste prime fasi, mai il cento per cento dell’azionariato è rappresentato nelle sedi decisionali: ci potrà essere il 60-70 per cento. Per incidere non occorre quindi avere il 51% del capitale».

Sul futuro di Bper in versione spa, l’Ad Vandelli ha spiegato che «la banca è solida e pronta, non abbiamo timori sul mercato anche perché più del 40% dei nostri investitori è di carattere finanziario e internazionale. La trasformazione in spa segna una scelta obbligata ma rappresenta per noi una grande opportunità per rendere l'istituto ancora più efficiente, una banca che sia competitiva e moderna».

Sulla vicenda del Monte dei Paschi, che sta notevolmente condizionando il sistema bancario, Vandelli è stato categorico: «Credo - ha detto - che possano arrivare risposte in tempi brevi, siamo giunti a uno snodo importante. Per una soluzione di mercato, che mi auguro ancora possa essere trovata, penso che possa influire l'esito del referendum del 4 dicembre. La soluzione dovrà essere in ogni caso trovata presto per una banca che ha dimensioni significative».

A una domanda che riguardava il futuro occupazionale nel Gruppo Bper, Vandelli ha risposto che «il lavoro di razionalizzazione e di efficientamento sta procedendo con ottimi esiti. Esemplare quanto abbiamo fatto in Sardegna - ha detto l’Ad - dove abbiamo il Banco che è leader e l’altra banca che avevamo è stata riconvertita nel la produzione di servizi per tutto il Gruppo».

Stefano Turcato

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