Zincol ricostruita: investiti 25 milioni
San Felice. L’azienda lavora 70mila tonnellate di metalli Impiega 45 persone. Ieri la festa con le autorità regionali
SAN FELICE. Zincol Italia, gruppo industriale con un giro d'affari di 45 milioni di euro e 340 dipendenti. ha inaugurato ieri lo stabilimento ricostruito al polo industriale di San Felice. Uno dei sei che l’impresa di Barbarano Vicentino ha attivato e acquisito tra Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia ed Emilia.
Zincol acquisì nel 2004 la storica ex Zincopol, messa alle strette dal mercato e che oggi, con 70.000 tonnellate annue di metalli lavorati, rappresenta il secondo impianto per dimensioni del gruppo.
Zincol per la verità è già ripartita mesi fa, ma le vetrine della politica non sempre coincidono con i tempi delle imprese. E che quella di ieri sia stata anche una comprensibile vetrina l’hanno certificato in sequenza la partecipazione del presidente della Regione, Bonaccini, dell’assessore regionale Palma Costi e dei vertici politici della amministrazione sanfeliciana. Ne è scaturita come è ovvio che fosse una nuova pagina della “retorica della ricostruzione” emiliana che ad avviso di Bonaccini, quando sarà conclusa, potrà fregiarsi degli stessi meriti di quella Friulana.
Di certo la macchina della “Ricostruzione” si è spesa, eccome, per contribuire ad ammodernare sul piano della produttività, della riduzione dell’impatto ambientale e della sicurezza lo stabilimento sanfeliciano. «L’intervento per la rinascita dello stabilimento, dice una nota di Confindustria Modena, che era presente con i suoi vertici - è ammontato a «25 milioni di euro in parte fondi propri dell’azienda e in parte contributi regionali». Nel dettaglio, per quanto riguarda la parte regionale - si legge in una nota della Regione - il finanziamento è stato di «oltre 18 milioni di euro, di cui 7,6 milioni per la struttura e 10,6 per i beni strumentali. Ora può ripartire con la produzione, rimettendo al lavoro 45 persone».
Persone, dipendenti, che hanno saputo soffrire con i titolari, nella lunga attesa, contrassegnata anche dal timore di una delocalizzazione, che ha portato alla ricostruzione.
A San Felice, afferma il presidente Bonaccini, c’è stato «un grande lavoro di squadra che ha permesso anche a questa azienda, come a molte altre nel cratere, di restare e di scommettere sul proprio futuro». Gli ha fatto eco Costi: «Una grande soddisfazione vedere un altro importante tassello produttivo risorgere dopo il sisma: la testimonianza che insieme, con la collaborazione della proprietà e degli amministratori locali, ci si può rialzare più forti».
Rivolgendosi alla platea, in particolare al presidente-politico della società costruttrice, Graziano Pattuzzi, presente in sala, il sindaco Silvestri ha aggiunto: «E abbiamo intenzione di andare avanti, mi riferisco alla costruzione della Cispadana, e vedo il presidente Bonaccini che annuisce...».
Giovanni Messori (Confindustria) ha elogiato l’imprenditorialità post-sismadella Bassa e la politica industriale del governo.
Ma a pesare di più sono state le parole di Giancarlo Desirò, presidente di Zincol Italia, la cui dedizione ai preparativi della festa, alla visita guidata degli ospiti, e la cui commozione e passione rappresentano per San Felice la più solida garanzia. (ase)
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