Cornacchini, un’epopea dei trasporti su pullman
L’azienda fondata da 4 fratelli nel 1939 ha fatto viaggiare migliaia di modenesi Oggi può contare 25 mezzi. Notorietà nazionale con Ferrari e Pavarotti&Friends
Una partenza con un’auto usata, settant’anni fa, con quattro fratelli che nel pieno della guerra decidono di mettere la loro passione per i motori e di buttarsi nel settore dei trasporti. Così, per l’impegno e l’ostinazione dei quattro fratelli Cornacchini nasce una piccola azienda di trasporto che oggi può contare sue due sedi operative, a Modena e Bondeno, 25 dipendenti e 18 mezzi per garantire viaggi turistici e trasporti passeggeri e un fatturato attorno ai 2 milioni. A richiesta vengono fornite limousine per i matrimoni o un elicottero per spostamenti veloci. Oggi la ditta è alla terza generazione, alla guida i nipoti Marco e Alessandro.
L’epopea di Aldobrando, Giuseppe, Ugo e Abramo Cornacchini nasce ufficialmente nel 1939, un anno prima dell’entrata in guerra dell’Italia che tutti sapevano imminente. Le loro esperienze, dai trattori alle vetture, sono consolidate da tempo e decidono di buttarsi nell’impresa. Durante il conflitto le auto hanno i fari oscurati e i parafanghi verniciati di bianco; negli ammi più duri le vetture funzionano a gassogeno, carburante autarchico e inefficiente, ma è quello che si può ricavare al netto dei blocchi petroliferi.
In una nazione che deve fare i conti con i rastrellamenti, il razionamento, le tessere annonarie e i primi bombardamenti, per la gente della Bassa, da Finale al Po e poi più giù sino a Ferrara già la bicicletta è un piccolo lusso. Ma i Cornacchini tengono duro e a guerra finita c’è la svolta: viene chiesta di una concessione ufficiale di una linea per trasporto passeggeri, nel 1946, tra Pilastri e Bondeno, dove c’erano mercato e ospedale. I mezzi? Un residuato bellico degli americani, un camion per trasporto truppe con telone su cui vennero montate delle panche. Le poche foto dell’epoca ritraggono i fratelli a fianco dei loro gioielli: ancora una volta veicoli usati ma tenuti in perfetta efficienza. E pazienza se le strade non sono asfaltate e una Balilla non riesce a superare gli 80 all’ora. A fianco degli argini non si può correre ma la puntualità dei fratelli nei collegamenti diventa proverbiale.
Ma è Modena che a metà degli anni ’80 diventa il settore più redditizio con il turismo congressuale e le necessità delle aziende di poter contare su una struttura flessibile, in grado di garantire trasporti da 8 a 50 a persone sette giorni su sette, ogni giorno dell’anno. Nel ’90 apre una sede con deposito e successivamente anche l’agenzia viaggi che oggi ha sede a poca distanza da via delle Nazione, giusto a fianco della tangenziale.
In città e provincia due i settori di punta, quello del turismo scolastico o dei gruppi organizzati (dagli anziani ai circoli ricreativi) e degli spostamenti per manifestazioni e congressi tra Carpi e Modena.
Già a metà degli anni ’70 la flotta è dotata di mezzi con frigo, aria condizionata e televisori a scomparsa.
La seconda generazione è costituita dai figli dei fondatori, ovvero Gianfranco, Gabriele e Renato, che garantiscono il passaggio della staffetta sino al 1986, quando il testimone passa nelle mani dei numeri uno di oggi. Nel frattempo la ditta originaria è stata divisa in due società differenti, la Corbus e la Cornacchini autonoleggi per l’appunto.
Anche Marco e Alessandro vengono dalla gavetta, dallo sterzo dei pullmann granturismo, e mamma fa la segretaria di giorno e alla sera li aiuta con il padre a pulire i mezzi.
Negli anni ’90 apre a Modena un deposito che consente alla ditta l’allargamento del raggio d’azione nel cuore della pianura padana, a cavallo del Po: non solo Modena, Bologna e Ferrara, ma anche Reggio Emilia e Mantova.
Nel 1999 l’ultima creatura, l’agenzia Cornacchini Viaggi.
Ma sono state le manifestazioni e gli eventi che hanno garantito la maggiore visibilità all’azienda: “Pavarotti and Friends” tra il 1992 e il 2003 e soprattutto il mezzo secolo di vita della Ferrari, con trasporti per vip, ancora una volta, tra Modena, Maranello e la pista di Fiorano. Oggi non manca l’esplorazione di nuovi settori, a partire dai collegamenti a lungo raggio per turismo, come il trasporto a Palinuro degli ospiti di un villaggio turistico.
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