Gazzetta di Modena

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Furto nello studio dei legali antimafia

di Andrea Marini
Furto nello studio dei legali antimafia

Uffici a soqquadro aperti i fascicoli dei processi alle cosche, sparito un hard disk. «È un chiaro atto intimidatorio»

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Il copione sembra quello delle centinaia di furti che si registrano ogni anno in città: i ladri forzano la finestra, si introducono nello studio legale di via Falloppia 55 e, dopo aver messo a soqquadro tutto, se ne vanno con la refurtiva.

Solo che, questa volta, l’intrusione è stata fatta in un luogo e con modalità che non possono essere associate a un “normale” furto. Nel mirino è finito lo studio legale degli avvocati antimafia Enza Rando, vicepresidente dell’associazione Libera contro tutte le mafie, e del collega Christian Mattioli Bertacchini, avvocato civilista, suo collaboratore in alcuni processi di mafia responsabile per la Legalità della Direzione provinciale del Partito Democratico. E proprio questo loro impegno per legalità e contro le mafie potrebbe essere la chiave per leggere il colpo messo a segno, la notte tra venerdì e sabato, quasi in contemporanea con l’iniziativa che si è svolta presso la Camera di Commercio, a poche centinaia di metri: il convegno promosso da Libera dal titolo “Come cambiano le mafie idee e nuovi percorsi di contrasto” con la partecipazione di Enza Rando , di Luigi Ciotti e dei procuratori Federico Cafiero de Raho e Franca Imbergamo, magistrato della Dda.

I ladri hanno potuto agire del tutto indisturbati e probabilmente hanno avuto il tempo di cercare quello che serviva loro. Non denaro, perché di denaro nello studio non ce n’era così come non c’erano preziosi. Gli intrusi hanno letteralmente messo a soqquadro gli studi dei due legali, i vari armadi e cassetti sono stati aperti e qualche documento buttato a terra.

A Enza Rando non hanno sottratto nulla pur essendo a portata di mano computer, penne e altri oggetti di un qualche valore per chi può essere interessato a guadagnare rivendendoli altrove. La cosa preoccupante - secondo il legale - tè che i ladri hanno aperto le ante di armadi in cui sono custoditi i faldoni riguardanti le costituzioni di parte civile nei processi di mafia, nei quali Enza Rando rappresenta Libera.

Stesso copione nell’ufficio a fianco, quello di Christian Mattioli Bertacchini, dove però i ladri hanno prelevato qualcosa: un hard disk contenente informazioni personali del legale.

«È un episodio molto preoccupante - ha commentato l’avvocato Mattioli Bertacchini - Non sembra trattarsi di un normale furto, non hanno preso di mira un qualcosa che attiene alla mia attività professionale, ma hanno portato via un hard disk con all’interno cose personali. E questo, visto il contesto, non può non preoccuparmi. Di più però non posso dire».

Preoccupata anche la collega: «Sono molto preoccupata perché non è stato un semplice furto, ma un messaggio intimidatorio fatto durante un convegno in cui l’impegno dell’antimafia risuonava forte»

Sull’episodio indagano gli uomini della Squadra Mobile della polizia di Stato. L’intrusione è stata scoperta sabato pomeriggio.

Sul posto anche la polizia scientifica che ha svolto tutta una serie di rilievi alla ricerca di tracce utili alle indagini.

Indagini che per il momento non hanno ancora preso una direzione precisa. L’ipotesi della delinquenza comune resta aperta, ma il ruolo dei due avvocati e i documenti che sono stati presi in esame dagli intrusi nello studio legale lasciano allo stesso modo ben aperta l’altra ipotesi investigativa. Più inquietante. Il che farebbe temere, un chiaro tentativo intimidatorio orchestrato da chi certo non gradisce l’opera in favore della legalità. Ipotesi sulla quale Libera sembra non avere dubbi.

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