Gazzetta di Modena

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Dalla Maremma a Modena: «Nei miei piatti metto il mondo»

di Laura Solieri
Dalla Maremma a Modena: «Nei miei piatti metto il mondo»

La passione per la cucina l’ha portata a Modena: Alessia Morabito si racconta

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MODENA. Chef, cuoca e cuciniera, l'anno scorso Alessia Morabito si è trasferita a Modena «dalla "Maremma Amara" all’"Emilia Paranoica" seguendo il sogno della food valley e della cultura trasversale - ci racconta - Quando studiavo Psicologia all'università, mi sono infilata in una cucina come apprendista per poter mantenermi agli studi e lì mi sono resa conto che quello della cuoca era un mestiere che mi stava fiorendo in mano: avevo una codifica dei sapori molto istintiva, una composizione del piatto naturale e così ho lasciato l'università e mi sono detta: io faccio la cuoca. Ed è un mondo stupendo».

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Autodidatta, Alessia si è formata in cucine internazionali, punto d'incontro tra colleghi di disparate etnie che le hanno insegnato l'amore per le spezie e la tecnica del loro utilizzo; ha lavorato in Inghilterra, ad Oxford, a Ginevra, a Torino, in Sardegna… «Dalla Maremma imparo l'attitudine alla cultura gastronomica tradizionale, compreso il raccolto e l'uso dei prodotti selvatici e l'uso di materiali desueti e tecniche antiche per la cottura, che parte dalle case delle vecchie massaie e dai loro racconti per attualizzarla con affetto e rispetto. Sono una persona estremamente curiosa e in Emilia gestisco il mio tempo tra collaborazioni, consulenze, didattica e ricerca, cercando di conciliare i bisogni e gli interessi professionali con la passione per la musica».

Ed è proprio la passione per la musica che ha portato Alessia a Modena, o meglio che le ha fatto incontrare Giovanni, il suo compagno, fondatore dell’etichetta discografica indipendente La Barberia Records. «Il mio impatto con la cucina emiliana è stato drammatico nel senso che in un anno e mezzo, da quando sono qui, avrò preso dieci chili - sorride Alessia - L'amico chef Rino Duca de Il Grano di Pepe aveva ragione quando mi rassicurò, prima che mi trasferissi qui, dicendomi "se tu sarai generosa con l'Emilia, l'Emilia sarà generosa con te". E così è stato - afferma Alessia, che lavora al bar ristorante Romeo a Carpi e collabora con il locale Archer - Modena è una città gastronomicamente molto viva e c'è spazio per fare molto. Nel mio lavoro, mi piace dialogare con le persone per cui cucino. Nel piatto che preparo ci può essere una citazione musicale, può essere un piatto storico, contenere la storia di un ingrediente o la storia della persona che mi ha insegnato a farlo in quel modo: si aprono così possibilità di comunicazione enormi e ti ritrovi di fronte una persona con la quale instaurare un tipo di dialogo alle volte tacito alle volte esplicito, gratificante e profondo».

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«Per tre anni, al lavoro di chef, ho affiancato quella di docente in corsi di formazione rivolti a minorenni che hanno lasciato la scuola dell'obbligo e con famiglie disagiate. Spero di poter lavorare ancora in questo ambito perché la possibilità di insegnare un mestiere che, se vuoi, ti porta via dal contesto in cui sei nato con molta facilità, apre a questi ragazzi prospettive di vita e di "redenzione" senza farti sentire un predestinato. Ho visto ragazzi imparare un mestiere e, a 18 anni, lavorare sodo, mantenersi e affrontare la vita con meno paura».

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