I cervelli modenesi che non vogliono fuggire
Un riconoscimento dall’ateneo per i ricercatori impegnati in studi innovativi nella facoltà modenese
MODENA. “Verso il futuro… ed oltre”. Nel film Disney “Toy Story”, il ranger dello spazio, Buzz Lightyear, dice una frase molto simile a questa. Il professor Umberto Del Pennino, delegato dal Rettore per la Ricerca, ha deciso di prendere in prestito le parole di Buzz, sostituendo la parola “infinito” con “futuro”. È nato così il titolo del discorso che ieri mattina ha introdotto la cerimonia di premiazione dei giovani ricercatori Unimore, svoltasi nel complesso San Geminiano.
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Un discorso ed insieme un augurio rivolto ai diciassette studiosi convocati. Questi ultimi venivano da dipartimenti diversissimi: Giurisprudenza, Comunicazione, Scienze Biomediche, Ingegneria… ma tutti avevano una cosa in comune: il loro impegno nella ricerca li ha portati ad ottenere dei riconoscimenti, nazionali ed internazionali, nel corso del 2016.
Un esempio è Stefania Fiorcari, del dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, che ha vinto una borsa di studio triennale rilasciata dalla Firv-Airc (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro). Il progetto che la terrà impegnata nei prossimi anni è una ricerca per contrastare la leucemia linfatica cronica (Llc), la più diffusa tra gli adulti.
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A dar voce ai successi del polo umanistico, durante l’incontro Alessandro Agrì, del dipartimento di Giurisprudenza, ha illustrato la sua ricerca sulla giustizia criminale a Mantova nel '700. Un lavoro di dottorato che gli ha permesso di vincere il premio di studio “Cesare Mozzarelli”.
Ha avuto nuovamente modo di presentare il proprio successo il team More di Modena Racing, del dipartimento di Ingegneria. Il nuovo leader del team di Formula Student, Davide Segatori, ha spiegato come la collocazione longitudinale del motore sulla vettura abbia permesso loro di vincere il prestigioso premio “Most Innovative Powertrain System”, in Germania.
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Non tutti gli ospiti hanno avuto modo di presentare nel dettaglio i loro progetti, ma non per questo il loro successo è da ritenersi inferiore. Ad esempio, Laura Riccetti e Livio Casarini, del dipartimento di Scienze Biomediche, hanno ricevuto un riconoscimento dalla società europea di Endocrinologia. Elvira Moscarella, assente alla cerimonia, ha invece vinto l’opportunità di studiare presso l’accademia di Dermatologia di Washington.
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Un suo progetto ha ricevuto l’approvazione da parte dell’accademia europea di Dermatologia e Venereologia, che finanzierà la ricerca con 90mila euro. Un 2016 che ha portato soddisfazioni ai ricercatori Unimore. Tuttavia, dopo un discorso intitolato “Verso il futuro (ed oltre)”, viene spontaneo domandarsi quale sarà l’avvenire di questi studiosi, soprattutto di quelli più giovani. Rimarranno in Italia o tenteranno la fortuna all’estero? Nonostante qualche incertezza, molti ragazzi e ragazze hanno espresso il desiderio di rimanere in Italia. A Modena, per la precisione. Un po’ per gli affetti, un po’ per gli ottimi team di lavoro.
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