«Non ci sono emergenze, niente agenti»
Il Capo della Polizia Gabrielli: «L’organico attuale è completo». Visita all’ex Gil che diverrà - si spera - nuovo Commissariato
MIRANDOLA. «Non colgo rispetto ad altre realtà del Paese situazioni estremamente emergenziali. La questura di Modena ha qualche uomo in più rispetto a quelli previsti e questo significa che bisogna rivedere gli organici che evidentemente non sono più attuali, ma lavoreremo con le risorse che ci sono per avere le risposte che i cittadini giustamente pretendono e che noi, altrettanto giustamente, siamo chiamati a dare».
Con una risposta da esperto diplomatico nel pieno di una crisi, il Capo della Polizia, prefetto Franco Gabrielli, ha cercato ieri di rimandare a data da destinarsi la drammatica questione della sicurezza e dell’ordine pubblico in provincia di Modena.
Il prefetto insomma ha mandato deluse le aspettative dei sindacati di polizia e dei cittadini, che chiedevano alla polizia di non smobilitare, come farebbero temere da un lato i racconti dei cittadini, dall’altro, dall’altro piante organiche pensate per un mondo che non c’è più.
«Non bisogna mai sottovalutare il tema della percezione della sicurezza, credo che un sano ed efficace sistema della sicurezza debba tenere conto di quello che sente la gente», ha detto anche Gabrielli a margine della cerimonia tenuta a San Felice dove gli è stata conferita la cittadinanza onoraria dopo aver prestato l'opera come capo della Protezione Civile in seguito al terremoto del 2012. Il sindacato di polizia Siulp aveva richiesto nell’occasione un incremento dell’organico a tutela della popolazione in queste zone. E ieri sera era palpabile la delusione: «La realtà oggi è assai più complessa e richiede una adeguamento immediato», ha in sostanza detto il segretario Michele Stragapede, riservandosi una valutazione nel merito.
Specie sul territorio di Mirandola, dove al dramma dell’organico inadeguato della polizia (mancano cinque unità rispetto alla pianta organica comunque datata) c’è anche quello di una sede compromettente per il futuro della polizia, con un progetto ancora incerto e sulla carta del nuovo commissariato, presso l’ex Gil.
Ieri Gabrielli ha reso visita agli agenti del Commissariato, e poi si è fatto accompagnare in via Circonvallazione, affiancato dalle autorità locali, per vedere la struttura (che ha anche ospitato l’istituto Cattaneo) così com’è oggi.
Anche qui qualche rassicurazione, e la rinnovata preoccupazione che i tempi della “ricostruzione” non siano quelli idonei per evitare la soppressione del presidio di polizia della Bassa (la struttura dovrà ospitare anche il distaccamento della Polizia Stradale) e per porre un freno alla dilagante criminalità (siamo anche in terre infiltrate dalla ’Ndrangheta) percezione o meno che ci sia.
Alberto Setti
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