Gazzetta di Modena

Modena

Pavullo, presi i “turisti” venuti a razziare le case modenesi

di Francesco Dondi
Pavullo, presi i “turisti” venuti a razziare le case modenesi

Arrestati dai carabinieri di Pavullo in un residence di Sassuolo. Sono sospettati di aver commesso colpi in tutta la provincia

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PAVULLO. Scalavano le grondaie quasi fossero acrobati professionisti, erano riusciti a salire fino al terzo piano della palazzina da colpire e pochi giorni fa erano sfuggiti ad un controllo, lanciandosi dall’auto rubata in corsa: un salto nel vuoto di quattro metri soltanto per sfuggire ai carabinieri. E anche sabato mattina, all’alba, per evitare di essere arrestato uno di loro ha tentato di gettarsi dal secondo piano nel residence dove alloggiavano, a Sassuolo.

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Ma stavolta la battaglia è stata vinta dall’Arma, che ha messo le manette a sei ladri albanesi, di età compresa tra i 22 e i 39 anni. Banditi spregiudicati, arrivati in Italia soltanto per compiere furti e poi ripartire verso l’Albania. Erano giunti in agosto - hanno accertato i carabinieri - e ad inizio dicembre sarebbero dovuti tornare in Patria dopo aver seminato il panico quantomeno in Appennino. Al momento sono finiti in carcere con l’accusa di furto aggravato (gli si imputano tre colpi), ma l’obiettivo anche del pm Claudia Natalini è di contestare loro numerose altre scorribande un po’ in tutta la provincia. E alla luce di quanto è stato ritrovato nell’auto abbandonata in tutta fretta il sospetto è ben più di una certezza: orologi, tra cui Rolex e Bulgari, penna Mont Blanc, decine e decine di monili d’oro, soldi in contanti, dollari americani e ogni altro oggetto degno di valore. Un bottino quantificato in almeno 30mila euro, ma chissà se davvero possa essere così sottostimato.

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I sei albanesi sono una banda di altissimo livello operativo. Non è un caso che fossero “armati” di tutto ciò che serve per entrare nelle abitazioni, anche le più inaccessibili. Avevano potenti flessibili, tenaglie professionali, piedi di porco e soprattutto quattro ricetrasmittenti necessarie a tenersi in contato durante le intrusioni in appartamento e a mettere in allerta su eventuali inattesi arrivi chi del gruppo in quel momento stava operando.

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Ma è tutto l’arresto dei ladri “turisti” ad avere del rocambolesco, come del resto è la loro permanenza nel Modenese. Venerdì pomeriggio, durante un corposo posto di blocco di fronte alla Gold Art di Pavullo, la loro auto è costretta a fermarsi. Ma pochi istanti prima del loro turno, spalancano le portiere e si danno alla fuga. I carabinieri però non vogliono desistere: già due volte erano stati beffati. L’autista, un 27enne incensurato, viene subito bloccato e arrestato perché cerca di sottrarsi al fermo. Inizia un’intensa battuta di caccia al ladro con 10 militari a setacciare ogni angolo di Pavullo. Ma niente. Eppure ci sono un paio di tracce da seguire: c’è un cellulare da ispezionare, quello del bandito appena bloccato, ma soprattutto bisogna cercare dove sia il nascondiglio dei complici. In soccorso arriva un’intensa attività di verifiche, proseguita fino a tarda notte quando il gruppo di investigatori chiude il centro. Gli albanesi sono registrati come ospiti in un residence di Sassuolo: l’Arma organizza un blitz, attende che tutti tornino dopo la fuga notturna e si addormentino. Sono le 5.30 quando il “Leon d’Oro” viene circondato e scattano le manette ai polsi degli ultimi cinque banditi, che per mesi hanno seminato il panico nel Modenese.

(ha collaborato

Daniele Montanari)

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