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«Prelievi sui pazienti senza consenso»

di Carlo Gregori
«Prelievi sui pazienti senza consenso»

Servivano per “studi futuri”. Protocollo sperimentale firmato da Clearstream e Sangiorgi e tenuto nascosto al Policlinico

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Sì, è capitato che a Emodinamica venissero acquisiti dati per studi futuri e che venissero raccolti da campioni biologici presi da pazienti senza che fossero autorizzati da un consenso informato. Di questa pratica il Comitato Etico ospedaliero non era informato. Non si trattava di studi ma di una fase preliminare agli studi.

Questa ammissione è arrivata al termine della deposizione della dottoressa Simona Lambertini, biologa, oggi imputata. Era la “data manager” della Clinical Reasearch Operation messa in piedi dal professor Massimo Sangiorgi quando la direzione di Cardiologia al Policlinico era condotta dalla professoressa Maria Grazia Modena. La Lambertini ha spiegato qual’era il suo ruolo nell’ambito di quella che l’accusa considera un’associazione a delinquere tra il 2009 e il 2012 condotta da cardiologi.

Il ruolo della Lambertini, come ha raccontato lei stessa, era ritagliato su misura intorno alla figura di un coordinatore di dati: doveva solo contattare i medici per studi specifici, occuparsi delle pratiche che riguardavano studi con “tomografia a coerenza ottica” e “ecografia intracoronarica”. Senza però poter discutere nulla sui dati: non è medico, ma biologa. Per questo aveva ottenuto una borsa di studio dopo un primo contatto con Sangiorgi. Il suo incarico finale era di sottoporre le pratiche complete al Comitato Etico del Policlinico per l’approvazione delle sperimentazioni. Una sorta di impiegata particolare che non era ammessa alle riunioni mediche, periferica insomma a quanto veniva deciso dallo staff. Ma nonostante la figura burocratica che le era stata cucita addosso, la Lambertini vedeva passare cartelle e dati, pratiche e persone, soprattutto conosceva gli studi. Non conosceva tutte le persone che passavano, ha spiegato, il suo ufficio era distante da Emodinamica. Conosceva il dottor Ahmed Rezq, l’egiziano non autorizzato dal Policlinico, ma non vedeva nessuno entrare o uscire dalla sala di Emodinamica. Così come sapeva tutto sulle pratiche degli studi da sottoporre al Comitato Etico ma niente delle sperimentazioni non autorizzate. Tuttavia, ieri ha detto che avveniva l’acquisizione di campioni biologici non autorizzati per studi in embrione che non erano noti al Comitato Etico.

Sempre ieri una testimonianza importante è arrivata anche dall’altro versante della caso giudiziario: ha parlato infatti Andrew Jones, irlandese, ex rappresentante legale della Clearstream, multinazionale del settore biomedicale, imputato per concorso in corruzione. Jones ha riferito di aver conosciuto separatamente Sangiorgi e il collega Fabrizio Clementi. Per lui Clementi era la Endovascular, la onlus di riferimento del medico romano. Non sapeva che ne era socio anche Sangiorgi. Infatti, Jones ha detto di aver reclutato Sangiorgi per sperimentare Intrepid, uno stent di produzione Clearstream, nell’ambito dello studio Oyster. Che però non è mai stato autorizzato dal Comitato Etico del Policlinico. Sagiorgi era il cardiologo che stavano cercando: sapeva maneggiare cartelle cliniche elettroniche, dati e analisi successive e parlava bene in inglese.

I soldi versati per lui dalla Clearstream sul conto della onlus Endovascular erano un rimborso per la sua partecipazione a un convegno di cardiologia a Nizza. Poi seguì l’incontro a Bologna, furono rifiniti gli accordi per sperimentare lo stent in un ospedale pubblico. Infine il cardiologo mandò una bozza di protocollo per lo studio che interessava lo stent Intrepid. «Lo feci leggere ad alcuni cardiologi, ci fu qualche ritocco e lo firmammo». Ma quel protocollo, anche se documenta un accordo tra medico e azienda, è però rimasto sconosciuto al Comitato Etico, come la sperimentazione che prevedeva, sponsorizzata da un’azienda privata. Un accordo corruttivo, per il pm Marco Niccolini.

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