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Caselli: «Pattuzzi colpevole Io e Pistoni da assolvere»

di Alfonso Scibona
Caselli: «Pattuzzi colpevole Io e Pistoni da assolvere»

L’ex sindaco su Sgp: «L’abbiamo salvata, i magistrati contabili ce lo confermano Guai iniziati nel 2009, ora sarebbe giusto renderci onore: non eravamo pazzi»

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«Aldilà delle schermaglie politiche che ci stanno, ognuno nel proprio ruolo, i soldi oggetto delle critiche della Corte dei conti non li ha spesi né l’amministrazione che ho presieduto io e non li sta spendendo nemmeno quella guidata attualmente da Claudio Pistoni: li ha spesi quella con sindaco Graziano Pattuzzi». A parlare così, a commento di quanto emerso dalla relazione della Corte dei conti sulla situazione di Sgp è l’ex sindaco di centrodestra Luca Caselli.

«A far storcere il naso alla Corte dei conti - continua Caselli - sono state le fidejussioni, o lettere di patronage che dir si voglia, formate dal dirigente dell’epoca, nel corso della giunta Pattuzzi. Bisogna tornare indietro, alla primavera del 2009, prima del nostro arrivo al governo della città. Le banche reclamavano debiti per decine e decine di milioni di euro ed è stata fatta quella scelta, per certi versi sbagliata, alla quale abbiamo dovuto porre rimedio quando non c’erano alternative. E lo si è fatto oltre tre anni dopo, con un doveroso passaggio in Consiglio comunale per la ratifica, cosa che non era stata fatta dalla precedente amministrazione. Quella fu un’omissione colpevole».

Caselli non contesta le considerazione della Corte dei conti, per quanto riguarda il comportamento dell’attuale amministrazione comunale nei confronti della proprio società partecipata. «È corretto dire che oggi le cose stanno andando bene - specifica - così come sarebbe corretto, quando si parla di questo argomento, sostenere che Sgp c’è anche e soprattutto per quel piano di salvataggio che avevamo presentato noi, sul quale la componente del Partito Democratico aveva gridato alla follia, sul quale c’erano elementi non condivisi dai revisori dei conti, tutti evidenziati da Claudio Pistoni nel corso della campagna elettorale di due anni fa, salvo poi prendere il piano, continuare a sostenerlo e portare la società all’ok da parte del tribunale».

La Corte dei conti afferma anche che i soldi che il Comune trasferisce alla società partecipata devono essere accantonati in bilancio per averne giustificazione: una cosa che sia Caselli che Pistoni hanno fatto. «È un capitolo difficile - conclude l’ex sindaco – ma un commento finale può essere che gli anni analizzati dai magistrati contabili sono stati di difficile governo della città, ma che il salvataggio avviato dalla mia amministrazione, che sta continuando con quella presieduta da Pistoni, è positivo. E non dimentichiamoci che si è trattato del primo caso in Italia nel quale una società partecipata è stata ammessa al concordato in continuità: non eravamo pazzi e sapevamo quello che facevamo».

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