Modena e la pellicceria Mattioli: tutto iniziò con i sacchi a pelo per i soldati in guerra
La storia della più blasonata pellicceria modenese che oggi presenta collezioni di raffinata artigianalità e originalità
MODENA. La storia della Pellicceria Mattioli ha inizio in un gelido inverno in cui imperversava la guerra, con i nostri soldati diretti in Russia equipaggiati con i sacchi a pelo cuciti da Irma e Roberto. Nacque così un business di famiglia, giunto oggi alla quarta generazione, che è ancora un punto di riferimento per Modena. Negli anni '50 il laboratorio, oggi in via Cucchiari, si trasforma in atelier quando Disma, la figlia della coppia, veste le modenesi con il must della moda del tempo: il cappottino bon ton in pelliccia maculata, rigorosamente fatto su misura con le migliori pellicce sul mercato.
Le proposte dell'atelier non si fermano ovviamente a quel solo modello e spaziano su tutti gli accessori indispensabili per quegli anni, quando la vita sociale della nostra città era ancora viva e il dress code non era solo una parola per riviste di moda,ma una vera e propria regola che imponeva, per esempio, l'andare a teatro con una bella stola di visone. Negli anni '70 la tradizione di famiglia continua con la figlia di Disma, Piera (sebbene Disma non smetta mai di lavorare e ancora oggi ogni mattina scenda felice in laboratorio tra rotoli di stoffa, cartamodelli e capi da cucire).
Sono gli anni in cui nasce il Made in Italy, la moda da Firenze si trasferisce a Milano, segnando l'esordio del pret à porter e portando alla ribalta stilisti come Armani, Ferrè, Versace e Krizia veri e propri precursori. Piera ha la capacità di saper captare le tendenze e di farle proprie, offrendo alla clientela ormai fidelizzata di generazione in generazione, non solo lo splendido prodotto artigianale, curato nei minimi particolari e realizzato sempre ed unicamente su misura, ma anche le proposte del ready to wear, catturando l'attenzione delle prime fashion victim attratte dalle griffe.
Ora in atelier lavorano anche le figlie di Piera: Lisa e CeciliaMonelli, che proseguono con grande competenza e professionalità, il lavoro iniziato dai loro bisnonni. Entrambe cresciute in atelier, sin da piccole hanno appreso dalla mamma e dalla nonna come disegnare e tagliare i cartamodelli, cosa che al giorno d'oggi pochissime ragazze giovani, come loro, sanno fare. Si sono formate anche scolasticamente come fashion designer e soprattutto hanno passato tantissime ore con ago, filo e forbici in mano. «Siamo fiere di portare avanti il konw-how, le competenze che ci hanno tramandato in famiglia - dicono le due sorelle - questo è un lavoro di dedizione se deve essere fatto bene, e dato che ai nostri clienti sono abituati da anni e anni ad avere solo il meglio, il nostro impegno è davvero totale».
Pochi giorni fa, con un evento in boutique, è stata presentata la collezione che le donne di casa Mattioli-Monelli hanno realizzato per questo autunno inverno. «Il pelo principe è sempre il visone perché è quello più noto e se vogliamo più versatile - spiegano le ragazze - l'abbiamo lavorato con intarsi e proposto con varie tonalità a contrasto. Per le clienti più “avanti” abbiamo proposto capi in volpe dai volumi ridotti come vuole l'estetica dei nostri anni, anche se poi un cappuccio ampio conquista il cuore di tutte». A questi modelli si affiancano giacche in persiano dalla linea baloon, o capi con inserti in cashmere, con quell'allure chic, ma pratica, che caratterizzale pellicce degli anni 2000.
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