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Modena, zona Tempio: prostitute costrette a pagare l'affitto dei marciapiedi

Modena, zona Tempio: prostitute costrette a pagare l'affitto dei marciapiedi

Dalle prime ore della mattina in corso gli arresti, bloccata organizzazione che avviava sulle strade giovani straniere a prezzi concorrenziali

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MODENA.  Il giro di vite contro la prostituzione organizzata dall'Est Europa era nell'aria e puntualmente stamattina sono scattate le manette ai polsi di una banda composta da rumeni, albanesi e italiani che rifornivano di giovani professioniste del sesso le zone attorno al Tempio.

Le indagini sono ancora in corso per accertare se l'organizzazione finita dietro le sbarre è la stessa che sistemava le donne su via Emilia Ovest, fino a Cittanova, nelle ore serali tra le piazzole dei distributori, illuminate ma deserte in quegli orari.

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La polizia, impegnata con 40 agenti, ha scoperto non solo lo sfruttamento, ma anche un nuovo modo di gestire gli affari: le lucciole erano imprenditrici di se stesse, pagavano all'organizzazione la "piazzola" per esercitare (si andava dai 100 euro settimanali ai 300 mensili) e trattenevano il guadagno della prestazioni ai clienti. Talvolta elargivano piccole mance a uomini italiani che si occupavano di assecondare ogni loro esigenza: dal trasporto fino ai servizi di controllo sulla strada.

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Sono finiti in carcere tre albanesi (Rapi Ismet, 36 anni; Beluli Flamur, 30 anni; Thartori Petrit, detto Titi, 41)  e altri tre, sempre albanesi, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari: Rapi Gerta, soprannominata Pamela nel giro di prostituzione, 34 anni, Cakri Dorian e Cakri Fabiol, rispettivamente di 27 e 25 anni. Le indagini e gli arresti sono stati compiuti dalla Squadra Mobile della Questura, su provvedimento del Gip Eleonora e Marco e con l'attività investigativa coordinata dal Pm Claudia Natalini.

 

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