«Nessuno passa per la differenziata: è una presa in giro»
«La situazione è vergognosa e il disservizio continua ormai da oltre un anno. Non è possibile che un’intera via del centro storico venga sistematicamente dimenticata nelle due giornate di raccolta...
«La situazione è vergognosa e il disservizio continua ormai da oltre un anno. Non è possibile che un’intera via del centro storico venga sistematicamente dimenticata nelle due giornate di raccolta differenziata. A nulla sono servite le telefonate ad Hera, le segnalazioni e le lamentele. Ormai siamo stanchi di essere presi in giro e non mettiamo più i sacchetti fuori dai portoni, ci arrangiamo portando noi i sacchi al più vicino centro raccolta. In pratica facciamo noi residenti quello per cui Hera è, da noi, pagata per fare. Complimenti».
Via Caselle, una strada non infinita (va da via Saragozza a via Selmi) e che non comporta uno sforzo sovrumano agli addetti ai lavori. Non ci sono montagne di sacchetti gialli o azzurri da raccogliere, non c’è bisogno di sudare più di tanto nello svolgere quello che dovrebbe essere il lavoro di competenza. Eppure da oltre un anno quella stata viene saltata dal giro della raccolta. Oppure, quando ci sono lamentele in diretta di residenti che tornano a casa e trovano ilo sacco a fare da guardia al portone, il furgoncino passa, raccoglie e poi se ne va, per non tornare la settimana successiva. «Ci siamo stancati di chiamare e di sentire che il servizio è a posto, i soliti “dovete scusarci” e altre frasi di maniera che fanno capire che il non passaggio è solo un’eccezione. Invece qui è la regola».
C’è chi ha lasciato il sacco per giorni, chi invece , come fa ormai la maggior parte dei residenti, deluso dall’evidenza dei fatti, porta plastica e carta direttamente nei bidoni che trova nelle vicinanze. Ma perché via Caselle viene saltata? Forse perché è a ridosso dei viali e non è stata prevista nel giro disposto inizialmente? Oppure chi fa il percorso non “esce dai binari” del prefissato? Ma oltre al danno, la beffa. Un residente racconta: «No, basta, non metto più il sacco fuori, mi sento preso in giro. ma la differenziata la faccio, ci mancherebbe. Ma nel frattempo ho finito i sacchetti specifici. Leggo nel sito di Hera che bisogna andare all’isola ecologica per essere riforniti, ci vado e mi risponde chi vi lavora che è una vecchia dicitura non più valida, che lì si distribuiscono sacchetti non per la zona del centro. Bisogna telefonare al numero verde. Poi questo addetto mi dà il numero di un responsabile di zona, un numero di cellulare. Mi piacerebbe che venisse pubblicato, così almeno a qualcuno questo responsabile potrebbe rispondere qualche volta».
La morale di questa vicenda è amara. Probabilmente Hera risponderà dicendo che i passaggi ci sono stati e che si tratta di occasionali disservizi. Probabilmente per una settimana o due qualcuno sarà obbligato a passare. Nel frattempo ciò che è difficile da cancellare nei residenti è la convinzione di un confermato e duraturo pressapochismo. Ciò non fa che allontanare il cittadino, per quanto virtuoso, dal compiere un atto consapevole, ovvero il differenziare i rifiuti: il grande cassonetto diventa quasi una scelta obbligata e soprattutto una sconfitta. Non solo per quei residenti, ma per tutti.
Stefano Totaro
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