Gazzetta di Modena

Modena

Bullismo, lezione agli studenti «I testimoni non sono innocenti»

di Gabri
Bullismo, lezione agli studenti «I testimoni non sono innocenti»

...

3 MINUTI DI LETTURA





«Non esistono testimoni innocenti». Quante volte avete assistito alla scena di una compagna o un compagno presi di mira perché “diversi”? Avete mai pensato che uno “scherzo” può fare davvero male? Sono domande che invitano a schierarsi: siete pro o contro il bullismo (anche in rete), il sessismo, l’omofobia? Nel secondo caso, sappiate che non basta una dichiarazione d’intenti: occorre agire. «La stragrande maggioranza dei ragazzi si voltano dall’altra parte, escono e ridono alle battute degli altri - ha spiegato ieri mattina Ivan Cotroneo al cinema Astra - sono i “testimoni”. Non sono però innocenti, ma complici. A volte basta poco per disinnescare un meccanismo».

Un meccanismo non disinnescato può avere esiti mortali. Nel 2008 Larry King fu ucciso in California dal compagno di scuola a cui si era dichiarato. Aveva 15 anni, un anno in più di chi ha sparato. Lo sceneggiatore napoletano s’è ispirato alla storia per "Un bacio", libro divenuto film, presentato ieri davanti a circa 620 studenti di 26 classi.

«Sarebbe bello dire che il bullismo succede soltanto in quella scuola - ha riconosciuto l’ospite - ma purtroppo non è così: accade nel mondo degli adulti. La colpa del bullismo è fuori dalle scuole, nella società. Il primo insulto che si rivolge a lavoro riguarda una presunta disponibilità sessuale. Chi è bullizzato purtroppo non sempre parla con i genitori. Un ragazzo bullo può avere imparato la violenza da altre strade».

Le ragazze e i ragazzi lo hanno intervistato per quasi un’ora. «Sono molto più aperti di quanto si pensa - ha tributato l’autore - e molto più disponibili ad andare incontro all’inclusione».

Purtroppo, in Italia «non abbiamo neanche una legge contro l’omofobia» e le donne sono ancora troppo spesso come oggetto contro cui esprimere la propria rabbia.

«Mi riferisco al fatto che quando una persona dice no è no - ha assicurato Cotroneo - e tutto ciò che va oltre è violenza». Chi subisce violenza, cosa può fare? «Denunciare immediatamente - ha risposto il regista - e spezzare la catena della vergogna e della paura. Deve vergognarsi chi fa violenza, non chi la subisce».

Il suo invito non è a essere tolleranti, ma accoglienti. Diversi studenti del Muratori-San Carlo, per esempio, stanno accogliendo migranti. «Sono vicini alla nostra età - ha ricordato Camilla Zucchi, studentessa della III D - e con loro possiamo capire meglio fatti che altrimenti vedremmo soltanto in tv». «Vogliamo capire perché sono a Modena - ha ripreso il compagno Lorenzo Fusani - e cosa vogliono fare». «Come scuola dobbiamo lavorare ancora molto», ha garantito la loro insegnante Bianca Cavazzuti.

«I ragazzi talvolta usano strumenti in modo inconsapevole - ha fatto eco Luana Sarti, docente del Venturi - e non pensano ai danni che possono causare a loro e agli altri». Terminato l’incontro, non è finito il progetto, portato avanti grazie alle biblioteche di Modena. «I ragazzi produrranno materiale filmato, grafici e scritti - ha concluso Anna Maria Quartili, docente del Venturi - e poi li spediranno entro gennaio».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google