«Il Policlinico non aveva soldi Per questo cercavo gli sponsor»
Il professor Sangiorgi ha riferito di non aver avuto quasi rapporti con Unimore: dipendeva da Tor Vergata. Ma questo non gli ha impedito di far partecipare il medico egiziano Ahmed Rezq (mai...
Il professor Sangiorgi ha riferito di non aver avuto quasi rapporti con Unimore: dipendeva da Tor Vergata. Ma questo non gli ha impedito di far partecipare il medico egiziano Ahmed Rezq (mai autorizzato dal Policlinico) allo studio Oyster, di farlo entrare nella sala operatoria di Emodinamica, anche se non hai partecipato a interventi. Perché compito di Rezq, ha spiegato, era di apprendere le tecniche di “imaging” ed analizzare le immagini diagnostiche. Il caso Oyster è stato sviscerato portando alla luce un’organizzazione a tutto campo del cardiologo romano per quella attività che, ha spiegato, non era una sperimentazione abusiva, come vorrebbe l’accusa, ma uno studio randomizzato intorno al confronto tra due dispositivi di stent già marchiati “CE” e in uso negli ospedali: da un lato l’Intrepid della Clearstream e dall’altro il Daxus della Boston: quale funzionava meglio? Il primo era oggetto della sponsorizzazione del produttore, il secondo era rimborsato dallo sponsor che pagava anche la coronarografia di controllo al paziente “arruolato”.
Per questi studi l’intera area era stata cablata a spese della onlus di Sangiorgi: in questo modo si poteva seguire l’operazione da un’altra stanza tramite telecamere. E per questa operazione è stata usata l’apparecchiatura Oct (Tomografia ottica computerizzata) ottenuta da Sangiorgi in comodato d’uso dalla ditta produttrice. Mancavano però le sonde per farla funzionare. Costavano molte migliaia di euro e le ha pagate la sua onlus Endovascular. L’esito dello studio ha portato al ritiro di Intrepid ma solo dopo che la Clearstream è intervenuta dopo altre segnalazioni (Sangiorgi non segnalò i suoi 12 casi avversi); lo studio fu scritto ma non pubblicato e le sonde regalate da Sangiorgi al distributore. Il cardiologo ha lasciato al Policlinico anche sistema di gestione delle cartelle cliniche. Tutto questo è ciò che resta delle sue iniziative personali per dotare Emodinamica delle strumentazioni più all’avanguardia, ha spiegato molte volte, a fronte di una burocrazia sanitaria e di una cronica carenza di fondi. Dalle sue parole, insomma, non emerge nessun caso di denaro occultato a vantaggio delle aziende biomedicali.
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