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NEL MODENESE CINQUE COLPI e 31 mila euro di bottino

In cella banda di kosovari che razziava slot machine

In cella banda di kosovari che razziava slot machine

Avevano imparato il metodo e quindi lo hanno applicato in maniera seriale. Colpo dopo colpo una banda Kosovari aveva messo insieme un bottino di poco inferiore ai 200 mila euro razziando di notte i...

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Avevano imparato il metodo e quindi lo hanno applicato in maniera seriale. Colpo dopo colpo una banda Kosovari aveva messo insieme un bottino di poco inferiore ai 200 mila euro razziando di notte i bar delle province padane.

Anche la provincia di Modena, come Reggio Emilia, Mantova, Verona, Brescia è finita nel mirino dei malviventi che da febbraio a giugno di quest’anno hanno portato a segno circa 40 colpi.

Nel modenese hanno effettuato la razzia a Carpi (bottino di 6 mila euro), Formigine (5 mila euro), Nonantola (5 mila euro), Sassuolo (15 mila euro in due bar). Ognuno dei locali però ha avuto danni da 10 a 15 euro per rimettere in sesto vetrine e arredi dopo le razzie.

La gang mandava in frantumi le vetrine, si fiondava dentro i locali e portava via di peso le macchinette cambiamonete o le slot machine, per aprirle con comodo qualche giorno dopo. Il loro stile è stato però fatale quando sono incappati nelle indagini dei carabinieri di Peschiera del Garda, dove hanno messo a segno due colpi in una sala giochi e in una sala di scommesse.

Gli uomini dell’Arma, guidati dal maggiore Francesco Milardi, hanno controllato le immagini degli impianti di sorveglianza e da lì hanno iniziato a tirare il filo che li ha portati alla vera identità dei malviventi.

Il loro trucco, che li aveva convinti di essere invincibili, era quello di rubare le vetture usate per i colpi (Molto spesso le Fiat Punto) e poi cambiarle con altre pulite: quelle private di loro proprietà o intestate ad amici e parenti. A questo aggiungevano bardature di tute, guanti e cappucci per evitare di essere riconosciuti dai sistemi di videosorveglianza. Tutto questo non è bastato; i riscontri sulle targhe passate da Peschiera in piena notte, con le telecamere sulle strade d’accesso, hanno permesso di trovare il bandolo della matassa.

In cella sono finiti Arben Gjelili, Gezim Beqiri, Driton Gashi e Berat Berisha, tre kossovari e un macedone, oltre all’unica donna del gruppo, la marocchina Loubma Bouhajou, che di fatto fungeva da autista.

Il sesto componente della banda ha fatto a tempo a scappare e a mettersi al riparo in Albania; la sua ricerca è stata affidata a Interpol e polizie locali. Uno di loro era già in carcere a Reggio dove gli è stato notificato un altro ordine di carcerazione.

Saverio Cioce

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