Lilian Tintori cittadina onoraria
Venezuelana, ha origini pavullesi: lotta nel suo Paese per democrazia e libertà
PAVULLO. Ospite internazionale in arrivo a Pavullo. Lilian Tintori vuole venire a inizio 2017 per la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria a cui il Consiglio comunale ha appena dato il via libera nella seduta di sabato. Svolta dunque nei confronti della 38enne venezuelana moglie di Leopoldo Lòpez, principale oppositore politico del presidente Nicolas Maduro e condannato a 14 anni di carcere. Donna molto battagliera, che porta avanti la lotta per la democrazia del marito con il partito Volontà Popolare, ma collabora anche con fondazioni e organizzazioni no profit internazionali per i diritti umani. E nelle sue vene scorre sangue pavullese: è infatti figlia di Franco Tintori (e nipote di Valentina, nonna ormai centenaria che vive con lei), nato a Monzone ed emigrato negli anni ’70 prima in Argentina e poi in Venezuela, dove è morto nove anni fa in seguito a un incidente per mancate cure in ospedale. Da qui l’idea di proporre la cittadinanza onoraria per la possibile first lady del futuro, se ci sarà svolta politica in Venezuela. Il secondo tentativo, perché a febbraio l’idea avanzata da Davide Venturelli e Gianni Bernardoni non condusse a nulla per un impegno troppo vago del Consiglio, in cui si scatenò un vivace dibattito tra l’opposizione e la maggioranza di centrosinistra che non considerava una dittatura quella di Maduro. A parte l’italo-venezuelano Valter Casolari, con il quale si consumò un’altra rottura a sinistra.
Adesso Venturelli (M5s) ci ha riprovato con l’amministrazione Biolchini e ha portato a casa il risultato, con l’approvazione all’unanimità di una mozione che impegna sia al conferimento della cittadinanza onoraria sia ad attivarsi per una raccolta di beni di prima necessità per la popolazione da fare pervenire alla sua onlus. «L’altra volta ci ero rimasto un po’ così – ha sottolineato Venturelli – ora invece sono davvero felice nel vedere il consenso di tutti e che non ci giriamo dall’altra parte di fronte a ciò che sta accadendo in quel Paese», dove gli emigrati pavullesi sono diversi. Unanimità vuol dire che il sì è arrivato anche da Stefano Iseppi (centrosinistra): «Non credo che si possa chiamare dittatura quella venezuelana, altrimenti dovremmo farlo anche per Russia e Cina – ha detto -, ma la deriva autoritaria in atto ci deve preoccupare, per cui voto a favore. Senza per questo smentire la posizione del gruppo a febbraio, che chiedeva solo di valutare bene le condizioni». La notizia del via libera è già giunta a Mercedes Vazquez, rappresentante di Volontà Popolare in Italia: «Ne siamo molto felici – commenta da Milano – adesso dobbiamo organizzarci perché Lilian vuole venire a Pavullo per la cerimonia. Credo che tra gennaio e febbraio si possa fare».
