Medolla: bloccati con il bottino, offrono soldi ai carabinieri
Medolla. Tre mongoli arrestati per ricettazione e istigazione alla corruzione Avevano proposto mille euro in contanti ai militari: «Così ci lasciate andare»
MEDOLLA. Quando hanno visto la paletta non si sono scomposti più di tanto: erano talmente tanto sicuri dei nascondigli trovati per la refurtiva che già pregustavano di beffare i carabinieri. Ma di fronte a loro, i tre uomini originari della Mongolia hanno trovato militari attenti. La Mercedes classe C sui i il gruppo viaggiava aveva qualcosa di sospetto, meglio procedere ad un accurato controllo serale durante il posto di blocco in via Principale. E a forza di verificare, la pattuglia dell’Arma ha trovato un primo indizio. Da sotto il sedile è spuntata un po’ di merce, bissato con il controllo sotto la poltrona del passeggero.
E allora perché non analizzare tutta l’auto? Intuizione che ha dato i frutti desiderati: il resto della mercanzia era infatti stivata nella ruota di scorta, nel baule. Un bottino piuttosto ingente, composto da accessori per i telefoni cellulari, depilatori per signore, cioccolatini, cappellini per bambine, collant, profumi in stick, creme di bellezza. Tutti prodotti di marca: Ovs per quanto riguarda il vestiario, tra cui alcune paia di mutande, Chef Express e Autogrill, invece, per i generi alimentari. Non si sa da quali negozi siano stati asportati, per quello sono ancora in corso gli accertamenti da parte dei carabinieri di Medolla, ma ci sarà tempo per verificarlo visto che i tre mongoli sono stati trasferiti in carcere. E non per l’accusa di ricettazione (se la sarebbero cavata con una semplice denuncia) bensì per istigazione alla corruzione.
I tre, infatti, hanno pensato che i rappresentanti dell’Arma fossero ben disposti di fronte ad un “presente” che non potevano negare. Con grande tranquillità, sapendo di essere ormai stati scoperti, hanno estratto dalle tasche mille euro in banconote di medio taglio. Doveva essere la ricompensa alla pattuglia, che li avrebbe fatti ripartire senza colpo ferire. Soldi che i tre hanno proposto ai carabinieri: «Prendeteli e chiudiamola qui», hanno sostanzialmente detto. Ma la proposta è stata subito rigettata al mittente e al tintinnio degli euro si è sostituito quello delle manette. I militari, infatti, non sono caduti nella tentazione, anteponendo il valore della divisa a quello dei soldi. Pochi istanti dopo, i tre stranieri, di 44, 38 e 25 anni, in Italia senza fissa dimora, sono stati bloccati. Accompagnati in caserma si è proceduto all’arresto e ora dovranno comparire davanti al giudice per cercare di difendersi dalle accuse di ricettazione e istigazione alla corruzione. Accuse pesanti, sostenute non solo dalla merce ritrovata nella Mercedes, ma anche dai soldi sequestrati ai tre banditi. Una situazione analoga era avvenuta a settembre a Novi: in quel caso un cinese aveva tentato di corrompere i carabinieri, che gli contestavano la guida senza patente, con 500 euro. (fd)
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