Gazzetta di Modena

Modena

S. Paolo, il nuovo gioiello di Modena resta desolatamente vuoto

di Stefano Luppi
S. Paolo, il nuovo gioiello di Modena resta desolatamente vuoto

Fase di stallo per uno dei poli per il rilancio del centro, finiti i lavori di recupero i bandi vanno deserti, il Cubec non c’è più, aperti solo due asili e una biblioteca

4 MINUTI DI LETTURA





MODENA. «Il San Paolo è un luogo bello - spiegano due dipendenti che ogni giorno lavorano nell'antico complesso appena restaurato - ma certo è parzialmente vuoto. Ma soprattutto noi abbiamo timore che si possa accumulare spazzatura in questi luoghi. Una volta abbiamo addirittura pulito noi gli spazi perché avevamo paura che arrivassero i topi e, lei capisce, qui a pochi metri dal cortile del banano ci sono dei bambini. Purtroppo non esiste una impresa che pulisca corridoi e cortili. A parte gli spazi di asilo e materna passano solo in occasione degli eventi».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.14499377:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2016/12/01/fotogalleria/san-paolo-il-gioiello-ritrovato-di-modena-desolatamente-vuoto-1.14499377]]

La Gazzetta si è recata presso l'ex monastero di San Paolo per vedere come e se funziona la gigantesca struttura edilizia la cui riqualificazione è costata 17,5 milioni di euro forniti dalla Fondazione Cassa di risparmio. Il sindaco Muzzarelli, nei giorni scorsi, piuttosto piccato, aveva risposto che lì tutto funziona e, soprattutto, che l'Accademia di Belcanto Cubec che doveva essere il fiore all'occhio della sede comunale non è certo fallita. «Il Cubec al San Paolo - spiegava il sindaco - non è fallito e chi lo dice è in malafede. Al San Paolo il progetto si è trasformato e continua a occuparsi di talenti». Che il Cubec - nato dal "matrimonio" tra la cooperativa Musica e Servizi di Vignola, affittuario fino al 2015, e il grande soprano Mirella Freni - sia fallito è un dato di fatto. La Freni, infatti, ha trasferito i suoi corsi al teatro Pavarotti e nel recente protocollo per l'alta formazione lirica firmato con il Vecchi Tonelli non c'è alcuna traccia dell'ex Cubec.

Un centro che forma talenti nel campo della lirica che non è parte di un accordo che ha proprio questo oggetto sarebbe del resto piuttosto curioso. E infatti la cooperativa Musica e servizi, sì presente, svolge corsi didattici per alunni modenesi e non ha più nulla a che fare con l'alta formazione lirica. Insomma il Cubec - dotato di arredi e strumentazioni all'avanguardia costate centinaia di migliaia di euro - non c'è più: la Freni lo ha lasciato al suo destino. Ieri, comunque, nella sontuosa sede inaugurata nel febbraio 2015 non c'era nessuno: «Vengono al pomeriggio" spiegava la dipendente di un altro istituto accennando alle vetrine con i manifesti titolati "Mirella - Scopri musica. Il bello della musica». A fianco degli uffici dove ha sede anche l'Orchestra sinfonica giovanile modenese), al civico 77 ha sede la nuova Scuola di teatro di Ert "Iolanda Gazzerro". Una impiegata informa delle attività iniziate lo scorso 7 novembre: sono presenti 19 ragazzi (entusiasti, basta sentirli raccontare delle prime giornate di lezione tra recitazione, musica e storia del teatro) scelti dopo audizioni tra 400 persone. In questi spazi di Ert - 400 metri quadrati in affitto dal Comune - lavorano tre impiegate e attualmente Emilia Romagna teatri è presente con uffici qui, al teatro Storchi e in via Carlo Sigonio (e presto a Rubiera aprirà un’altra sede della scuola). Continuiamo il giro all'esterno, su via Selmi. Al civico 75 ci sono, da anni ormai, locali vuoti, mentre al numero 73 è presente un "Barber shop" ieri ovviamente chiuso per turno. Proprio queste vetrine vuote richiamano la situazione interna del piano terra del San Paolo, negli storici cortili del Leccio e del Banano. Ossia tanti spazi non utilizzati dai tempi della milionaria ristrutturazione, dove ogni tanto si realizzano esposizioni e destinati anche a ospitare un bar e un ristorante. Ma la gestione è un'altra delle pecche che si riscontrano qui. I bandi per la gestione andati deserti sono infatti stati due nel corso degli anni e ieri il Comune ha fatto sapere che «Sono stati avviati incontri per realizzare una procedura negoziata consultando tutti i soggetti che avevano mostrato un qualche interesse per la vicenda. Al momento il percorso si sta svolgendo. Nei prossimi giorni verificheremo». L'assessore ai lavori pubblici Gabriele Giacobazzi queste informazioni le aveva però già fornite otto mesi fa, il 31 marzo in Consiglio comunale rispondendo a una interrogazione del M5S. Torniamo alle condizioni dello stabile. Al piano terra è appunto anche l'asilo comunale - solo due le sezioni - mentre al primo ci sono tre sezioni della materna e molti altri spazi non utilizzati. «Anni fa c'erano anche le elementari - spiegano dipendenti al lavoro al San Paolo - ma qui occorrerebbe altro. Magari le scuole superiori, circolerebbero ragazzi che potrebbero utilizzare il futuro bar».

Dal civico 24 di via Caselle si accede invece all'ampio cortile principale: qui dentro, a pochi metri, dall'area delimitata dove giocano i bambini del nido, ieri c'erano parcheggiate sei automobili. Il cortile è ampio, e non proprio curato - ma le auto vicine ai bambini saranno salutari? Le cose, per fortuna, cambiano al piano nobile del San Paolo. Qui ha sede l'ampia e ben strutturata biblioteca della facoltà universitaria di Giurisprundenza: migliaia di volumi specialistici, un centinaio di utenti al giorno e due aperture settimanali anche per i non universitari.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google