Servivano 350 euro per noleggiare la zona
Le giovani erano talvolta imprenditrici di se stesse e pagavano gli italiani come maggiordomi in strada
I primi a stupirsi sono stati gli stessi poliziotti, che per la prima volta si sono trovati di fronte a prostitute imprenditrici. Lavoravano autonomamente, non dovevano rendere conto agli sfruttatori - come invece hanno dovuto fare tante altre alle bande guidate dai fratelli Rapi, Cakri, Beluli e Thartori - ma bastava pagassero un affitto, mensile o settimanale che fosse. Non c’era un tariffario preciso, dipendeva dai momenti, come del resto esisteva massima libertà per le giornate in cui esercitare. Indicativamente, stando alla stima riscontrata con le intercettazioni telefoniche, si andava da circa 100 euro a settimana per un posto molto vantaggioso in cui esercitare fino ai 350 euro al mese per lo stesso stallo. E se qualcuna di loro tardava nel “regolarizzare” l’affitto, ecco che scattavano le pressioni telefoniche a cui dovevano dare immediata risposta economica.
Le due bande di albanesi e rumeni si facevano vedere il minimo sindacale in giro per Modena. Non erano protettori, salvo in alcune occasioni, ma esattori della gabella. Bastava un passaggio in auto, necessario ad essere notati, per esercitare il proprio potere psicologico, utile a confermare la supremazia sul territorio. Un presidio monopolizzante utile a far rispettare gli accordi.
Ma le prostitute imprenditrici avevano alle loro dipendenze quattro italiani. Sono i maggiordomi, persone che per dieci euro al giorno si mettevano a completa disposizione. Le accompagnavano al lavoro, le andavano a riprendere (“Nonno, mi vieni a prendere”, sente più volte la polizia al telefono mentre una ragazza parla con il più anziano del gruppo) e scattavano sull’attenti ogni qualvolta arrivava una telefonata, fosse per consegnare dei fazzoletti per l’igiene personale o recuperare una giacca. Ma erano anche le vedette delle ragazze: a loro era affidato il compito di annotare la targa di un cliente troppo opprimente oppure di verificare a debita distanza le trattative. Il tutto avveniva per pochi spicci mentre le ragazze incassavano fino a 100 euro a prestazione, se offerta in un comodo appartamento e non nell’auto in qualche luogo appartato. Guadagnavano soldi, quelle ragazze e potevano permettersi lunghi periodo di ferie come quelli del Natale 2015 quando, quasi per magia, le strade di Modena si svuotarono. Loro erano volate in Albania, per passare le feste in famiglia. (fd)
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