Tessile, 24 operai in nero: denunce e maxi sanzioni
I titolari delle aziende pagheranno almeno 1500 euro per ogni addetto irregolare In un caso il numero accertato dei lavoratori illegali superava quello degli assunti
Lavoro “nero”, irregolare: una piaga per il mondo del lavoro e in modo particolare per il settore tessile che sul territorio conta migliaia di aziende produttrici e dell’indotto. La Guardia di Finanza, per arginare il fenomeno, ha messo in atto da tempo una serie di operazioni volte a contrastare appunto il lavoro illegale tutelando, in questo modo, il distretto industriale tessile. In pochi mesi i Finanzieri di Carpi hanno così individuato altri 24 lavoratori in nero, oltre a quelli scoperti nel passato.
Nell’ambito della provincia di Modena in soli 11 mesi sono stati 117 i lavoratori illegali scoperti dalla Guardia di Finanza. «Negli ultimi cinque mesi - fa sapere la Compagnia della Guardia di Finanza di Carpi - a seguito di mirate autonome attività “info-investigative” e di analisi, sono stati eseguiti numerosi interventi finalizzati a prevenire e reprimere il fenomeno del lavoro “nero” ed “irregolare”, nonché le connesse manifestazioni di illegalità con specifico riferimento alle imprese operanti nel distretto industriale del tessile».
«Sono stati infatti eseguiti - continuano i Finanzieri - altri 23 interventi per la tutela della legalità sul lavoro con la constatazione di 24 violazioni per lavoro nero nei confronti di 7 datori di lavoro. In uno di questi casi, i lavoratori impiegati in nero erano addirittura in numero superiore rispetto a quelli in regola».
Si tratta di una attività estremamente importante che contribuisce, tra l’altro, a ridurre il fenomeno della concorrenza sleale. I risultati ottenuti a Carpi si inseriscono nel più ampio dispositivo di contrasto al lavoro nero operativo su tutto il territorio della provincia di Modena ed assicurato dai diversi reparti della Guardia di Finanza competenti per territorio (Gruppo di Modena, Compagnia di Carpi, Compagnia di Sassuolo, Tenenza di Mirandola e Tenenza di Vignola) che ha consentito, nei primi undici mesi dell’anno, di individuare 117 lavoratori completamente in nero oltre a 410 lavoratori irregolari.
«In capo ai datori di lavoro - spiega la Finanza - sono state contestate irregolarità, punite con il pagamento della “maxi-sanzione” da lavoro nero, che prevede l’applicazione di una multa di almeno 1.500 euro per ogni lavoratore irregolare. Inoltre nei confronti di una ditta di maglieria facente capo ad un cittadino cinese è stata inoltrata alla Direzione Territoriale del Lavoro la proposta di sospensione dell’attività lavorativa per le rilevate violazioni, sospensione poi resa immediatamente esecutiva. Si tratta di interventi - continua la Guardia di Finanza - che confermano il costante impegno del Corpo nell’esecuzione di attività a contrasto dell’economia sommersa, a tutela dell’economia legale e degli operatori, nel caso specifico del distretto tessile, che operano nel pieno rispetto delle regole». La Finanza ottiene questi risultati attraverso, tra l’altro, investigazioni di polizia economico-finanziaria con lo scopo di scoprire anche casi di sfruttamento dell’immigrazione clandestina. Da notare poi che il patrimonio accumulato dai responsabili di questo reato viene “aggredito”dalla Finanza.
Rino Filippin
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