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LA STRATEGIA ANTI FURBETTI

Il Comune: «Da 3 anni in lotta con i morosi del pre-scuola»

Se per un servizio, come il pre-scuola, che viene fornito è necessario pagare una retta; è giusto che tale retta sia pagata. Anche per rispetto di chi regolarmente paga quanto dovuto. È questo lo...

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Se per un servizio, come il pre-scuola, che viene fornito è necessario pagare una retta; è giusto che tale retta sia pagata. Anche per rispetto di chi regolarmente paga quanto dovuto. È questo lo spirito con il quale il Comune ha deciso di intensificare i controlli sul pagamento effettivo delle rette e le richieste del pagamento a chi è moroso. La spiegazione della filosofia arriva con una nota inviata dall’Ufficio stampa del Comune che fa seguito all’articolo pubblicato dalla Gazzetta mercoledì.

«Il servizio di pre-scuola può essere utilizzato solo dalle famiglie che, per motivi di lavoro o altre “gravi circostanze”, non possono accompagnare i figli a scuola al normale orario di ingresso e la retta base annuale è di 120 euro». Dal Comune spiegano anche che ogni anno, da tre anni, «per una ragione di equità, il settore comunale Istruzione attiva una serie di azioni per contrastare la morosità degli utenti rispetto ai servizi educativi e ausiliari, azioni che prevedono anche la collaborazione dei dirigenti degli istituti comprensivi», come riferito dalla Gazzetta. «In questa fase, dopo averci provato direttamente con mail e sms, l’obiettivo è comunicare alle famiglie non in regola con i pagamenti che, se non vogliono rinunciare al servizio di pre-scuola, devono contattare gli uffici comunali per regolarizzare la propria posizione oppure individuare piani per rateizzare i pagamenti». Il Municipio prosegue ribadendo, come già spiegato dalla Gazzetta, che le famiglie in condizioni di disagio non sono coinvolte.

«La comunicazione ai dirigenti degli istituti comprensivi è molto chiara nel precisare che, in questa fase, i bambini non devono assolutamente essere sospesi dal pre-scuola. Alle famiglie, comunque, già da ottobre sono state inviate comunicazioni con sms e mail per ricordare il ritardo nei pagamenti relativi allo scorso anno scolastico. Quella che arriva attraverso gli istituti comprensivi, quindi, è l’ennesima sollecitazione a rivolgersi agli uffici comunali. Rispetto allo scorso anno scolastico questa procedura ha già permesso di recuperare 54 mila euro di tariffe non pagate dei servizi educativi e ausiliari (senza l’applicazione di penali o interessi) rispetto a un ammontare complessivo che sfiorava i 100 mila euro e riguardava 260 bambini. Al termine della procedura sono stati 45 i bambini che non hanno più utilizzato il servizio di pre-scuola. Ovviamente per le famiglie che rimangono nella situazione di morosità vengono avviate le procedure di legge per il recupero delle cifre non pagate, con applicazione di sanzioni e interessi».

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