Referendum, scintille tra Caselli e Pigoni
Confronto tra ex sindaco e assessore alla Cultura davanti a tanti giovani in vista del voto di domenica
Al Temple bar, storico ritrovo di tanti giovani della città, si sono sfidati a poche ore dal referendum di domenica due nomi noti della politica locale: la giovane Giulia Pigoni, ex consigliere comunale Pd e oggi assessore alla Cultura e ai Giovani nella giunta Pistoni, e Luca Caselli, ex sindaco di centrodestra, oggi leader della lista civica Sassolesi. Un dibattito nel quale, davanti ad una folta ed attenta platea di ragazzi, raramente usi ad interessarsi di politica, i due “contendenti” hanno messo sul tavolo le carte più forti della battaglia referendaria.
L’ex primo cittadino ha raccontato di aver votato no anche alla riforma 2006 (al tempo era esponente di An che sosteneva la riforma Berlusconi, poi bocciata dalle urne) e di essere convinto sostenitore del no anche oggi, poiché la riforma è scritta male ed è fatta per rispondere ad esigenze politiche dell’oggi, senza una visione di medio lungo periodo, che dovrebbe invece essere alla base di ogni modifica della legge fondamentale. Convintamente favorevole, invece, la renziana Pigoni che ha spiegato come la riforma sia stata inizialmente condivisa anche con Forza Italia e sia indispensabile sia per mettere il nostro sistema al passo coi tempi (garantendo tempi certi per la legiferazione e riducendo i costi e la burocrazia) sia per correggere gli errori della riforma del 2001 sul titolo quinto, relativo ai rapporti tra Stato e Regioni.
Proprio sul titolo V il dibattito si è acceso notevolmente. «Nel testo riformato – ha spiegato Caselli – ci sono termini poco chiari che daranno luogo a lenti e costosi procedimenti davanti alla Corte Costituzionale e si concede al governo la possibilità di scavalcare gli enti locali per decisioni di “interesse nazionale”. Se domani si volesse costruire una centrale nucleare a Sassuolo il nostro parere conterebbe zero, perché il governo opporrebbe l’interesse nazionale, scavalcando Regione e Comuni. Questa riforma, inoltre, continua a rispondere alle pressioni dell’Ue e delle banche d’affari che avevano criticato le costituzioni troppo democratiche di alcuni stati del sud Europa».
Ferma la replica di Giulia Pigoni: «Non cambiano– ha spiegato – i vincoli verso Bruxelles. Sul titolo quinto la clausola di supremazia è una grande opportunità poiché consentirà, ad esempio, di avere una politica unica nazionale per il turismo e l’energia. Non è possibile che all’estero l’Italia si presenti regione per regione, risultando poco riconoscibile e appetibile. Col nuovo senato, in cui siederanno i rappresentanti di Comuni e Regioni, infine, le istanze e le rimostranze dei territori saranno più rilevanti e forti rispetto ad oggi».
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