Ecco come gli appalti nascondono l’illegalità
Centinaia di persone alla Fondazione Biagi col procuratore Ielo e Giovanni Tizian «A Modena grandi operazioni antimafia, ma anche gli onesti ci hanno rimesso»
Ieri in città si è parlato di “luci e ombre” del mondo degli appalti, con una lunga discussione soprattutto sulla pratica del “massimo ribasso” che ha imperversato per anni in Italia e che è stata abolita dal recente codice dell'assegnazione dei lavori pubblici.
A Modena, tra l'altro, di massimo ribasso ci intendiamo visto che negli ultimi anni sono stati assegnati lavori per milioni di euro con ribassi di oltre il 40% - è accaduto, ad esempio, alle ex Poste di via Nicolò dell'Abate - e addirittura anche maggiori in un caso all'Università. È stata propria la “pericolosità” di certi alti sconti l'argomento principale di “Luci e ombre negli appalti pubblici tra vecchio e nuovo Codice”, convegno organizzato dal presidente dell'Ordine degli architetti Anna Allesina ieri pomeriggio alla Fondazione Marco Biagi, alla presenza di Paolo Ielo - ex del pool Mani pulite e oggi procuratore aggiunto a Roma - e del giornalista dell'Espresso Giovanni Tizian insieme ad altri esperti. Il procuratore aggiunto di Roma più di una occasione nei suoi interventi ha fatto cenno al «cartello tra le imprese che è un reato gravissimo». Spiega ancora il magistrato: «Modena è virtuosa sotto molti profili, ma vorrei spiegare alcune cose. Non facciamo finta di non vedere quando c'è la corruzione che si sviluppa soprattutto tra azienda vincitrice dell'appalto e subappaltatore attraverso l'emissione di fatture per operazioni inesistenti. La procedura negoziata, ora che il codice degli appalti ha eliminato il massimo ribasso, rende obbligatoria la programmazione degli appalti pubblici e ciò è molto positivo. Ci sono cose che non vanno bene: le troppo alte soglie di fatturato come requisito per la partecipazione di imprese agli appalti e il pagamento da parte degli enti pubblici prima del collaudo. Se una azienda vincitrice subappalta dopo avere vinto una gara qual è il senso della sua partecipazione?».
L'incontro è stato introdotto dall'assessore ai lavori pubblici Gabriele Giacobazzi, un intervento breve perché l'amministratore ha detto di dover passare ad altro impegno. «Il nuovo codice è buono - spiega Giacobazzi - ma non dimentichiamo le offerte con il massimo ribasso che non necessariamente sono il male assoluto. In presenza di un progetto esecutivo fatto bene hanno una loro legittimità. Ci si è illusi che la criminalità legata agli appalti si combatta con le norme, ma il riciclaggio di denaro non è evitato con procedure più lunghe a carico delle imprese».
Nella nostra città ancora nessun problema di questo tipo, anche se Tizian ha ricordato come «a Modena si sono svolte operazioni antimafia di alto livello, ma il problema è che gli onesti hanno pagato e sono rimasti fuori dal mercato. La concorrenza sleale è devastante».
Senza entrare nel caso delle illegalità va ricordato che alcuni anni fa la Gazzetta di Modena pubblicò una lunga inchiesta nella quale veniva analizzato il “sistema” di imprese alle quali, alternativamente, almeno fino a qualche anno fa, vennero assegnati i principali appalti degli ultimi anni. Più di recente il nostro quotidiano ha invece rilevato come gli sconti troppo alti da parte del Comune avessero destato l’attenzione di Franco Zavatti, responsabile per gli appalti della Cgil Emilia Romagna.
Intervenuto anche Angelo Valsecchi dell'Ordine ingegneri: «Se c'è un ribasso del 30% i casi sono due: o la stazione appaltante ha sbagliato il prezzo dei lavori o forse c'è qualcosa sotto. E poi andrebbe fatto bene, sul campo, la direzione lavori».
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