Si apre la portiera, vola dal camion
Vigile del fuoco ferito alla schiena: «Sono vivo per miracolo». Polemica sui mezzi
Ha rischiato di morire a causa dell’apertura improvvisa della portiera: lui, vigile del fuoco di 38 anni, era sul camion e, indossando l’equipaggiamento per le emergenze, stava andando a spegnere un incendio a Carpi. Una caduta terribile in sè oltre al rischio di essere travolto da un qualsiasi altro mezzo: il giovane è stato subito portato a Baggiovara per le prime cure del caso e i medici hanno emesso una prognosi di 45 giorni per varie ferite alla schiena. Fabrizio Benvenuti, della segreteria del sindacato Conapo, racconta: «È stato dimesso dall’ospedale ma deve indossare un busto e deve stare immobile almeno per due mesi. Dopo i medici dovranno valutare se ci sono state o meno delle lesioni alle vertebre. Nel caso sfortunato dovrà sottoposto ad intervento chirurgico. Ho parlato con lui al telefono mi ha detto di essere molto dolorante ma... contento di essere vivo. E sull’accaduto mi ha spiegato che si stava vestendo con l'autorespiratore e si è trovato sdraiato sulla strada. La beffa è che ora deve pagare i 300 euro per il busto e nessun funzionario né tantomeno il comandante lo hanno chiamato per sapere come stava». E le cinture? Non le indossava perchè non vi è l’obbligo qualora il vigile del fuoco indossi l’equipaggiamento specifico da lavoro e si stia portando su un intervento. Il caso ha aperto una dura polemica interna, e non solo, circa lo stato dei mezzi in dotazione al corpo modenese. Antonio Brizzi, segretario generale del sindacato Conapo dei vigili del fuoco: «Siamo stati massacrati da quasi un decennio di tagli lineari che hanno messo a rischio, non solo il soccorso ai cittadini, ma anche la stessa sicurezza dei vigili del fuoco. Abbiamo automezzi con un età media di trenta anni che non vengono sostituiti e per quelli in servizio mancano i soldi per le manutenzioni. Da varie parti d’Italia ci segnalano mezzi fermi in attesa che vengano autorizzate le riparazioni. Tanti sarebbero da mettere fuori uso ma poi si fermerebbe il soccorso ai cittadini. Il caso modenese è la punta dell’iceberg della situazione dei vigili del fuoco italiani. Chi ha fatto (e prorogato) i tagli lineari alla sicurezza invece di tagliare gli sprechi pubblici si deve solo vergognare».
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