Cardiologia, Pellacani «La prof. Modena va subito riabilitata»
L’ex-rettore sull’ex-primario assolta dai reati più gravi : «Tante persone infamate, l’Ausl e la Regione frettolosi»
MODENA. È stata una giornata speciale quella vissuta ieri dalla dottoressa Maria Grazia Modena, all’indomani della sentenza in appello che l’ha vista uscire assolta (eccenzion fatta per una condanna a 8 mesi per delle firme su documenti relativi a delle sperimentazioni) dalla pesante accusa di associazione per delinquere, corruzione, abuso d’ufficio e truffa nel caso Cardiologia del Policlinico. Uscendo di casa ha incontrato tante persone che l’hanno fermata per congratularsi e sottolineare la felicità e la certezza che questo giorno sarebbe arrivato. Lei ha ribadito la sua gioia per la riconquista «della dignità dopo tante accuse infondate» alle tv che l’hanno intervistata. Sul fronte dei commenti Procura chiusa, ieri, per il fine settimana e quindi nessun affondo da chi, in appello, ha visto smontato il proprio castello accusatorio costruito nei confronti dell’ex-responsabile di Cardiologia.
Chi invece è stato ben felice di commentare è l’ex-rettore dell’ateneo Gian Carlo Pellacani con una lettera inviata ai giornali.
«Basta allontanarsi 40 chilometri da Modena perché una sentenza venga totalmente ribaltata - scrive Pellacani - E' possibile? E' il caso della cardiologia, dei “camici sporchi” che ha infamato le persone, la città e l'eccellente Policlinic. Ora caduti tutti i reati più gravi e infamanti quali associazione per delinquere, corruzione, abuso d'ufficio e truffa. Come volevasi dimostrare e come sostenuto dai pochi, che senza preconcetti o paraocchi hanno vissuto da vicino il caso dalla sua esplosione alla sua implosione. Dai Nas in assetto di guerra che nel novembre del 2012 alle sei del mattino bloccavano una strada di Modena mentre gli elicotteri sorvolavano la zona secondo disposizione di qualche magistrato, ai boati sempre e solo accusatori e scandalistici della cosidetta informazione».
Pellacani mette in fila anche chi, ad oggi, vorrebbe chiedere conto: «Una caccia alle streghe senza ragione ti priva del tuo mondo (carriera, ruolo, titolo..) costruito in modo corretto con la sola spinta di fare di più, di emergere, rimanendo fuori dal coro. E tutti ne sono esposti! Quanto pesano le vicinanze, le invidie, le rivalità, le gelosie, le maldicenze, le differenze politiche nel creare falsi mostri da dare in pasto all'opinione pubblica? Dove sono e cosa fanno coloro che dovrebbero salvaguardare i cittadini da tutto questo? Sicuramente qualche risarcimento materiale la professoressa Modena lo otterrà dalle “imprudenti” parti civili: nel caso Regione, Ausl, Gli amici del cuore e quanti altri. L'assenza dell'Università tra costoro, seppure criticata fortemente, è significativa, ma chi cancellerà le ferite a lei e ai suoi famigliari? Come ricompensare il furto morale a chi aveva reso la cardiologia modenese un'eccellenza? La sentenza segna anche la fine dell'interdizione dai pubblici uffici e dall'insegnamento. Credo che verrà immediatamente riammessa nel ruolo universitario dal quale dopo la condanna in primo grado fu cautelativamente sospesa. Ma l'Ausl che l'aveva addirittura allontanata prima ancora di una qualche sentenza come rimedierà? Avrà il coraggio di rimangiarsi gli impropri, inopportuni ed esagerati provvedimenti?».
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