Centro diurno e residenza: nuovi spazi per gli anziani
Il sindaco: «Si vive di più: ben vengano le strutture private che offrono qualità» Taglio del nastro di una nonna di 104 anni. Il presidente: «Prezzi competitivi»
La buona notizia è che in Emilia Romagna l’aspettativa di vita è in continuo aumento. Quella meno buona è che il “welfare” pubblico stenta a stare dietro a questi numeri.
Un concetto sintetizzato bene ieri pomeriggio dal sindaco Bellelli intervenuto all’inaugurazione della residenza e centro diurno privato “Stella” sorto proprio nell’immobile che tanti anni fa ospitava, in via Tre Febbraio, di fronte al parco, la camiceria omonima.
«È un problema se la vita si allunga - ha detto il primo cittadino di fronte ad anziani e alle loro famiglie - ma gli anni in più perdono di qualità. Bene quindi le iniziative private in ambito assistenziale, a patto che si investa in qualità, in tutti i sensi». La struttura di via Tre Febbraio, infatti, è privata ed è gestita da una coop sociale, la “Scai” presieduta da Ilario De Nittis. «Il centro che gestiamo - spiega De Nittis - è il primo del suo genere nell’Unione Terre d’Argine. La nostra filosofia è quella dell’elasticità: gli ospiti possono restare da mezza giornata a tempi di permanenza lunghi. Questo facilita le famiglia in tante occasioni». Il centro diurno ha la disponibilità di 25 posti mentre ai due piani superiori vi sono le residenze “casa famiglie” per sei posti su ogni piano. «I prezzi? - commenta De Nittis - sono assolutamente competitivi. Per una giornata al centro diurno con pranzo, colazione e cena si spendono circa 50 euro. Da notare che gli anziani possono fare il bagno in una struttura adeguata a chi ha una ridotta mobilità». L’inaugurazione di ieri pomeriggio è stata una festa in tutti i sensi, con rinfresco, musica e taglio del nastro a cura dell’ospite più anziana della struttura. Nonostante i suoi 104 (sì, centoquattro) anni, Margherita Coronica ha attivamente partecipato all’evento rispondendo a tono alle domande affettuose dei presenti.
«L’invecchiamento attivo - ha poi sottolineato il carpigiano, onorevole Edo Patriarca - è alla base di una legge alla quale stiamo lavorando da tempo. Dopo la salute per vivere bene servono molte relazioni, amicizie, interessi. Purtroppo uno dei mali della nostra società è la solitudine. D’altra parte il welfare pubblico stenta a stare dietro a queste nuove esigenze e al gran numero di persone che raggiungono età avanzate. Benissimo quindi strutture come queste in cui gli anziani vengono stimolati a rinforzare le loro relazioni e a crearne altre».
La coop Scai, che ha sede nella casa del volontariato in viale Peruzzi, è in un certo senso innovativa rispetto alle altre coop sociali del genere. «Noi - spiega Mario De Nittis, vicepresidente - ci siamo ritagliati spazi collaborando con i privati. Una strategia che ci sta premiando. Nel 2016 il fatturato sarà di circa 350mila euro, mentre i soci-dipendenti raggiungeranno quota 25. Si tratta - continua - si operatori socio sanitari con tanta passione e voglia di fare».
Insomma una struttura che va a coprire, almeno in parte, l’aumentata necessità da parte delle famiglie, di un luogo in cui sistemare, anche solo temporaneamente, i propri cari anziani.
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