«S. Agostino, ora va molto meglio»
Gli “Amici” al sindaco: «Non perdita di tempo, doverosa correzione del progetto»
Sul progetto del polo culturale
Sant'Agostino-Estense a Modena (da 120 milioni di euro) ci sono stati «Sostanziali e generali passi in avanti» nell'ultimo periodo, ma dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli sono arrivati ancora attacchi contro chi «ha fatto perdere tempo» e «non vuole cambiare nulla». A Modena sono gli Amici del Sant'Agostino, un'associazione di esperti e di esponenti Pd, ad intervenire per commentare le ultime mosse della giunta comunale, dopo il via libera in consiglio di giovedì all'iter che porterà a convocare finalmente la conferenza dei servizi sul progetto (prevista a gennaio).
L'atto, spiegano gli Amici in una nota «Ci lascia soddisfatti in considerazione dei sostanziali e generali passi avanti che il progetto per il Sant'Agostino ha compiuto in questo ultimo periodo. Il percorso che ha portato i consiglieri a conoscere le realtà e i problemi degli Istituti culturali, ha prodotto consapevolezza e pensiero, idee nuove e risolutezza sui passi da compiere». Il progetto oggi ha carattere molto diverso perché, al fine di ridare una identità culturale al centro storico, il restauro da 120 milioni di euro si è allargato a Palazzo dei Musei ed ex Estense: «Il progetto - continua la nota - è ora molto più ampio, affronta la necessità essenziale di riqualificare più edifici di grandissimo rilievo storico e urbanistico e, pur mantenendo in piedi l'ipotesi per noi inaccettabile di smembramento della Biblioteca Estense, si interroga sulle politiche culturali da adottare».
Poi le critiche all’atteggiamento del sindaco: «Dispiace che Muzzarelli, nel suo intervento conclusivo, ancora attacchi chi 'ha fatto perdere tempo' e 'non vuole cambiare nulla'. Crediamo che ci sia una vasta consapevolezza che il tempo è stato perduto soprattutto a causa di un progetto architettonico che non poteva essere approvato per gravi vizi di forma e sostanza e per l'inadeguata elaborazione di un vero progetto culturale. Che ci venga riconosciuto oppure no, abbiamo certamente auspicato e anche fattivamente aiutato a orientare il progetto su una strada che pare largamente condivisa, sensata e, speriamo, piena di risorse per il futuro della città e dei suoi abitanti». (s.l.)
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