Così il satellite scoprirà le perdite d’acqua a Modena
Hera metterà in funzione nel 2018 un sistema per individuare le rotture sotterranee della rete idrica
MODENA Nel 2018 un aiuto giungerà dallo spazio per individuale perdite d’acqua dalla rete idrica. È il progetto di Hera: affiancare ai metodi già esistenti un nuovo sistema di ricerca perdite che si avvale della tecnologia satellitare.
Grazie alla collaborazione con la società israeliana Utilis e la scansione del sottosuolo ad opera del satellite Alos-2, è possibile individuare con più precisione le cosiddette perdite occulte. Si tratta di perdite dovute a rotture nelle reti acquedottistiche che non risultano visibili, perché riversate nel terreno sottostante.
La nuova tecnologia, la stessa utilizzata per cercare acqua su altri pianeti, permette di incrociare i dati ottenuti tramite la scansione satellitare con lo schema della rete esistente. Si ottiene così una mappa con evidenziati i punti in cui è presente, ad esempio, un’anomala concentrazione di cloro, segno che potrebbe esserci una perdita.
Il progetto è stato provato a Ferrara, su una rete di circa 650 chilometri. I risultati sono stati soddisfacenti. «L’esperimento su Ferrara – spiega Emidio Castelli, responsabile Acquedotto di Hera - ha individuato due categorie di possibili perdite: quelle significative, cioè con maggiore probabilità di presenza di problemi alla rete, e quelle marginali. Su quelle significative nell’80% dei casi abbiamo individuato una rottura. Sulle marginali abbiamo trovato una rottura nel 37% dei casi. Mettendo insieme le rilevazioni, circa un 50% delle segnalazioni che erano state fatte dal sistema satellitare ci hanno permesso di individuare delle rotture, con grande accuratezza nei casi di perdite significative».
Visti i risultati positivi, il Gruppo Hera ha stabilito un piano triennale per applicare il sistema su tutti i territori di propria gestione. A Modena le prime scansioni da parte di Alos-2 arriveranno nel 2018 per mille chilometri di rete. Nel 2019 altri mille chilometri verranno “fotografati” dall’alto. Questo nuovo sistema affiancherà i metodi di ricerca perdite classici che, in particolare nei territori modenesi, si avvalgono di un avanzato sistema di controllo per distrettualizzazione. Questo metodo ha permesso nel 2015 di individuare 450 rotture e di recuperare circa 1500 milioni di litri di acqua su tutti i territori serviti da Hera. Solo nel modenese ne sono state trovate 145, con un recupero di circa 500 milioni di litri.
«Utilizzare al meglio le risorse che abbiamo – sostiene Castelli – è un impegno etico. Ci impegniamo quindi ad individuare nuove soluzioni e anche nuove tecnologie che possano evitarne lo spreco».
Eleonora Degoli
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