Lo choc in paese: «Che cattiveria»
I vicini esterrefatti: «Una banda organizzata. Cosa possiamo fare per difenderci?»
MARANELLO. La notizia di una rapina così ha fatto grande impressione tra i residenti in zona. «È capitato qualche furto di bici o attrezzatura dai garage nel classico orario pre cena - ricorda Claudio Barozzi - ma quando non c’era nessuno in casa: roba da ridere a confronto».
«Si vede che qui è intervenuta una banda organizzata - nota Monica Mesini - che aveva studiato bene il colpo». È quello che pensa anche un altro vicino, che preferisce l’anonimato: «È una cosa calcolata, senza dubbio - commenta - e spaventa. Perché se sono entrati nella villa di Fiandri, con allarmi e cani, che cosa può succedere nelle nostre? Siamo in mezzo alla campagna, per fortuna carabinieri e polizia municipale passano sempre. Ma questo da solo non basta».
«Da me sono venuti tre estati fa - spiega Monia - ma non c’era nessuno in casa. Mio marito però è rientrato mentre stavano tagliando le inferriate e sono scappati».
Il blitz stavolta è avvenuto sotto silenzio: nessun allarme ha suonato perché i Fiandri stavano aspettando il figlio. Per questo Lidia, la 54enne moldava che abita di fronte, non si è accorta di nulla: «Dormivo - spiega - Quando ho saputo la notizia sono rimasta molto male: sono 13 anni che sto qui e non era mai successo». Non ha visto nulla neanche il vicino confinante: «Non sapevo niente - dice - e sono rimasto molto impressionato perché sono trent'anni che Fiandri abita qui in zona». (dm)
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