Modena, Jessica Andreola tra casa e lavoro una vita da film dentro al Victoria
La 31enne da 4 anni direttrice della multisala abita al cinema e coordina sessanta persone una carriera iniziata molto presto che oggi le occupa a tempo pieno le giornate. Un lavoro particolare e stimolante, soprattutto se si vive proprio dentro al cinema, sopra alle sale
Jessica Andreola, 31 anni modenese, è da quattro anni la direttrice del Cinema Multisala Victoria, una carriera iniziata molto presto che oggi le occupa a tempo pieno le giornate. Un lavoro particolare e stimolante, soprattutto se si vive proprio dentro al cinema, sopra alle sale, in un appartamento che profuma costantemente di pellicole cinematografiche e pop corn. Una vita, come la definisce lei stessa, per certi versi inimmaginabile ma straordinaria, in cui creatività e fantasia si declinano nei film e negli eventi che il cinema propone ogni mese. Una vita a dir poco originale che però, dietro la patina quasi da favola, nasconde un lavoro complesso di direzione, organizzazione e gestione di 60 dipendenti.
Jessica, l’avrebbe mai detto che si sarebbe ritrovata a vivere dentro un cinema?
«Assolutamente no, dieci anni fa lavoravo al Mc Donald come manager e adoravo molto il mio lavoro. Per vari motivi ho smesso di lavorare lì e ad ottobre 2008 ho varcato la soglia del cinema iniziando con sedici ore settimanali. Nel giro di un secondo mi sono innamorata».
Un amore che l’ha portata a diventare direttrice...
«Anche questo non l’avrei mai detto anche se bramavo e desideravo tantissimo per poter avere la libertà di muovermi a mio piacimento e dare di più all’organizzazione dell’intera attività».
Come è successo?
«Dopo poco che lavoravo qui, il direttore aveva visto in me una grande volontà e voglia di fare nel creare eventi e iniziative per il pubblico del cinema. Quindi prima sono diventata responsabile del bar, dopodiché mi sono spostata al Pub e passo dopo passo sono riuscita ad arrivare ai vertici della direzione. È stata dura ma anche l’esperienza più stimolante della mia vita».
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E adesso, come si svolge la sua giornata lavorativa?
«Sicuramente non è come svolgere 16 ore la settimana che oggi sono diventate quasi al giorno. È un lavoro di grandi responsabilità che richiede una presenza costante, non c’è mai un reale stacco lavorativo, la mente mi riporta sempre al cinema, in tutti i momenti della giornata».
Un lavoro che, come spiega lei, richiede una presenza costante ed è per questo che ora vive sopra le sue care amate dieci sale?
«Uno dei motivi è questo, ovvero che il cinema è diventata la mia casa. Poi, logisticamente, questo mi permette di essere sempre presente e attiva per il mio team. È strano, diciamo che spesso ti senti di vivere come in un film».
Come è la quotidianità?
«La parte più bella della giornata è quando ti svegli, sei ancora in pigiama e scendi a farti un caffè nel bar. Dopodiché si lavora, si aprono le sale e inizia la giornata tipica del cinema. Poi, quando si spengono le luci, si chiudono le porte ed è già passata la mezzanotte, ecco che arriva il momento per godermi casa mia. Pantofole, pigiama, amici e fidanzato, il mio cagnolino Harry e un bel film in una delle sale del cinema. Solo io, il film e casa mia».
Un lavoro particolare, non per tutti, come è riuscita a creare per se stessa una vita anche al di fuori del cinema?
«Si, è un lavoro particolare, diciamo che la normalità, quello che vive la stragrande maggioranza della gente, sarebbe andare al lavoro, tornare la sera e chiudere così la giornata. Io invece inizio a vivere la mia vita di notte, quando il cinema è chiuso e posso godermi finalmente la mia libertà al di fuori del lavoro. Si può dire che io viva molto di notte, tra film e amici che resistono e sopportano i miei orari».
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Non si sveglia mai con la voglia di vedere un film?
«Si, capita che ci siano mattine abbastanza tranquille e libere e piuttosto che andare a fare un giro in centro opto per un bel film in una delle sale».
Una grande fortuna...
«Si, è vero; infatti mi ritengo molto fortunata perché è una vita per certi versi inimmaginabile, io stessa stento a crederci. A volte quando penso di vivere e abitare sopra un cinema multisala provo una sensazione bellissima. È stato più facile di quanto potessi immaginare abituarmi a questa vita».
In questi anni è riuscita a elevare il cinema Victoria e a farlo diventare il secondo cinema d’Italia per numero di presenze, quale è stata la sua strategia?
«Il mio team è tutto ed è stato anche e soprattutto grazie a loro se abbiamo raggiunto questi grandi risultati. Inoltre, la società che gestisce il cinema, quattro anni fa, ha deciso investire in una ragazza di 27 anni, oggi 31enne e così facendo ha voluto dare un’opportunità ai giovani e alle nuove idee, dando un nuovo volto al cinema e questo lavoro è stato premiato. Per me è una grande soddisfazione che ogni giorno contribuisce a farmi amare di più questo lavoro e ovviamente anche il cinema».
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