Saviano e la camorra: raccontare il male è un passo necessario
Lo scrittore ha presentato al Monzani il suo ultimo libro Storie di bambini armati abbagliati dalla facile ricchezza
«Conoscere è il primo passo per trasformare». Con queste parole ha esordito Roberto Saviano durante la presentazione del suo ultimo libro “La paranza dei bambini”.
Lo scrittore è stato ospite ieri al Forum Monzani. Ad ascoltarlo una sala gremita, col pubblico in fila già dalle prime ore del pomeriggio. Lo scrittore è stato accolto con un caloroso applauso, un abbraccio virtuale. Poi Saviano ha preso la parola e il monologo, della durata di un'ora, è volato.
In quell'ora sono stati tanti gli argomenti trattati. Storie di donne, uomini e bambini coraggiosi. Storie di poeti e scrittori che prima di lui hanno raccontato momenti drammatici; perché, come ha ricordato Saviano, «raccontare la ferita e il dolore, è il primo conforto. E raccontare il male non significa esserne promotori». Ed è proprio di questo che si racconta ne “La paranza dei bambini”. Ma chi sono “i ragazzini di Saviano?” Sono poco più che bambini, adolescenti arruolati da capi camorristi alla conquista armata dei quartieri di Napoli. Perché lo fanno? «Per i soldi - ha spiegato il saggista - per avere una bella televisione, una bella macchina. I soldi li vogliono e li vogliono subito. Non importa come vengono ottenuti. Tutto viene misurato, anche i rapporti tra le persone, in base al vantaggio o allo svantaggio che deriva da una determinata azione. Ma non stupiamoci di ciò; questo non è altro che il frutto del nostro tempo. Le parole di Donald Trump durante la campagna elettorale sono state “vivi facendo soldi o muori cercando di farli”. Ed è ciò che fanno questi bambini. Dunque, non è uno stato d'eccezione, ciò che avviene a Napoli. Ecco perché è importante conoscere».
Ancora una volta ritorna il concetto di conoscenza e di tempo. «Sì, il tempo necessario per conoscere - ha ripreso lo scrittore - come quando si legge un libro. A volte si ha la sensazione di perdere tempo durante la lettura. Eppure, in quel momento si conosce qualche cosa. Ecco in questo libro si conoscono le storie di questi ragazzini. Ma non pensate che un libro o due articoli di giornale possano cambiare una situazione. Anche in questo caso serve tempo. Tuttavia, conoscere è cruciale».
«Sapete a chi ho pensato quando ho scritto questo libro, dovendo immaginare un lettore ideale? -, ha domandato Saviano alla platea - Alle donne perché leggono di più rispetto agli uomini. E il motivo è che certi diritti se li sono dovuti conquistare. Per questo non li danno per scontati neanche dopo averli ottenuti e continuano ad informarsi, a sentire il bisogno di conoscere». Saviano ha concluso il suo intervento con i versi della poetessa bulgara Blaga Dimitrova. “Nessuna paura che mi calpestino. Calpestata, l'erba diventa un sentiero”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
