Torre Maina, Fiandri racconta la rapina subita:«Un’ora sotto minaccia, è stato terribile»
Il proprietario delle concessionarie Sascar: «Ci hanno malmenati tutti, ho temuto per mia moglie»
MARANELLO. «Mi ero appena appisolato sul divano, mia moglie stava leggendo il giornale. Poi all’improvviso sono entrati, ed è stato un incubo». Racconta con toni pacati quello che è successo, Carlo Fiandri, ma gli occhi tradiscono ancora lo choc per il dramma subito con l’irruzione della banda dell’Est.
«I cani hanno cominciato ad abbaiare - racconta - ma lì per lì non ci abbiamo dato peso: lo fanno tutte le sere. Nessuno si aspettava una cosa simile, siamo rimasti atterriti: era gente molto determinata, tutti incappucciati, da far paura. Hanno cominciato con l’insultarci, poi le botte per tutti. Hanno picchiato anche me, ma mi sono preoccupato soprattutto per mia moglie, lei è stata colpita più volte».
E poi l’incubo delle pistole puntate: «Alla tempia in certi momenti: mi hanno detto “stai seduto sennò ti ammazzo”. E poi per tutta quell’ora la pistola costantemente rivolta a noi quattro».
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Chiusi in camera da letto (“state buoni lì, ci hanno intimato”), impotenti, hanno dovuto sentirli mentre facevano razzia. Aveva subito altri furti in passato Fiandri, ma mai così: «Erano sempre venuti quando eravamo fuori, stavolta è stato terribile. Hanno portato via tutto quello che potevano prendere, non so ancora quanto, non abbiamo fatto una stima».
Non si sa con certezza se i ladri siano entrati dal retro (però in questo caso i cani avrebbero dovuto azzannarli) o dal cancello: di certo il loro mezzo era parcheggiato lì davanti, perché lì hanno caricato la cassaforte (nessun segno di trascinamento in strada) danneggiando la gradinata. Per sicurezza ieri è stato chiamato l’elettricista per cambiare i codici di apertura, sotto lo sguardo vigile del figlio: «Non dimenticherò mai quella visione - sottolinea - quando sono entrato in casa e li ho trovati tutti sotto choc: è una cosa che sconvolge». (dm)
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