Il pedofilo torna in carcere per gli atti sessuali in piscina
Una vicenda scabrosa, che fu soltanto uno dei tanti episodi che videro protagonista un operaio di Soliera. Perché il suo curriculum di appassionato di minorenni è ormai lunghissimo e il timore che...
Una vicenda scabrosa, che fu soltanto uno dei tanti episodi che videro protagonista un operaio di Soliera. Perché il suo curriculum di appassionato di minorenni è ormai lunghissimo e il timore che possa continuare ad agire è un pensiero latente anche per le nuove generazioni di genitori. Ma U.G. per un po’ non potrà assecondare le sue voglie sessuali: lo hanno infatti arrestato i carabinieri di Soliera, che lo hanno condotto in carcere dove dovrà espiare due anni e 10 mesi. È la condanna, passata in giudicato dopo la sentenza della Cassazione, che i giudici hanno disposto per l’ormai 49enne. La vicenda risale al 2003 e si svolge nella vecchia piscina comunale. Lì il molestatore avvicina un 14enne sotto la doccia e lo convince a masturbarsi, invitandolo ad imparare il piacere sessuale. Quanto avvenuto però trapela e gli stessi bagnini della struttura comunale segnalano l’uomo quantomeno per i suoi movimenti sospetti, che lo vedono portarsi spesso a ridosso dei ragazzini che frequentano l’area sportiva.
Del caso vengono informati gli agenti della polizia municipale e la Polizia di Stato che piazzano delle telecamere nascoste. Non esiste ancora il Corpo unico dei vigili e a Carpi non si sa che a Soliera U.G. è già piuttosto conosciuto e chiacchierato visto i precedenti. Addirittura, in gran segreto, erano stati istruiti corsi specifici per difendersi da lui. Fatto sta che all’ennesimo tentativo di approccio sotto la doccia scattano le manette e il pedofilo finisce in carcere. Dove era già stato nel 1998 quando fu bloccato la prima volta a Modena: nel parco XXII Aprile adescava ragazzini e li faceva salire in casa con la scusa dei videogiochi. I genitori scoprirono tutto e fecero denuncia, innescando il primo arresto. L’operaio venne condannato, finì in galera in Puglia dove doveva scontare tre anni e quattro mesi. Eppure presentò al giudice un programma di rieducazione per il quale ottenne il permesso di tornare a Soliera nella sua abitazione. Nel suo paese era troppo chiacchierato e allora decise di spostarsi verso la piscina di Carpi.
Ora, con l’arresto effettuato dai carabinieri, è tornato dietro le sbarre proprio per la vicenda relativa a quegli atti sessuali su minori, ma le sue vicende processuali non sono finite. Lo scorso anno, infatti, è stato indagato dalla Polizia postale per aver adescato centinaia di minorenni attraverso un profilo facebook falso. Da dietro un computer si guadagnava la fiducia dei ragazzini per farsi poi spedire foto e video a contenuto pedopornografico.
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