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Riccardina non si arrende: «Troverò la mia bambina»

di Alfonso Scibona
Riccardina non si arrende: «Troverò la mia bambina»

La donna costretta ad abbandonare la figlia neonata nel 1958 rinnova l’appello «Ancora nessuna segnalazione, ma continuerò a cercarla finché sarò in vita»

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«Forse non lo sa, forse non le hanno nemmeno detto che è stata adottata, ecco perchè non si è ancora fatta viva». Il tormento di Riccardina Giacobazzi, la donna sassolese che la settimana scorsa a “Chi l'ha visto?” ha dato il via alle ricerche della figlia, data in adozione nei primi mesi del 1958 in un istituto di Milano dove, minorenne, aveva partorito, è ancora a livello altissimo. «Un atto che non avrei mai voluto fare – dice con voce rotta dall'emozione – ma a cui la mia famiglia mi ha costretto ed alla mia età non ho avuto alternativa». Riccardina non desiste e, anche se per tanti di questi 58 anni, demoralizzata dai risultati negativi, ha in parte allentato la ricerca, non si dà pace: «Prima di morire voglio arrivare in fondo a questa vicenda – aggiunge – e spero che stavolta, con l'aiuto dei mezzi di comunicazione di oggi, tra cui la Rai e il vostro giornale, spero che arrivi qualche segnale. Da parte mia ho fatto quanto necessario ad una controricerca: ho infatti mandato all'istituto di Milano dove ero alloggiata al tempo del parto, da dove è poi partita l'adozione di Graziella, tutti i miei documenti, nella speranza, l'ultima cosa che mi resta, che mia figlia decidesse di cercarmi, visto che la legge mi impone di non farlo io se non con gli appelli che sto facendo in questi ultimi tempi». L'aiuto di “Chi l'ha visto?”, non è di poco conto, visto il numero sempre alto di persone che guarda la trasmissione di Rai3, che ha anche strisce pomeridiane di programma. La ricerca potrebbe sfociare anche in alcune segnalazioni che, pur senza illudere Riccardina Giacobazzi, le aprano spiragli dove la speranza potrebbe diventare un incontro concreto. «Non la cerco per interesse – precisa – e sia chiaro: non ho bisogno, voglio solo sapere che sta bene, se ha dei figli e come trascorre le sue giornate e se la sua vita è stata felice». A proposito di vita, quella di Riccardina è stata travagliata, non poco. Sposata nel 1960, per avere una nuova vita dopo la tragica vicenda dell'abbandono della figlia, ben presto si dovette confrontare con una grave malattia del marito, morto dopo anni di sofferenze, e di una rara malattia della figlia Lorenza, scomparsa a 46 anni dopo 34 di lotta contro il male. Ma se dovesse arrivare una telefonata con notizie su Graziella, quale sarebbe la reazione? «Intanto griderei al miracolo – conclude – ma poi, dopo le verifiche del caso sulla veridicità della segnalazione, mi attiverei per approfondire e andare avanti. Anche a “Chi l'ha visto?” mi hanno detto che questo potrebbe succedere, ma che ci potrebbero essere anche false segnalazioni e di stare attenta a queste ultime, senza farmi inutilmente delle illusioni».

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