Vede i ladri nel caseificio e salva il Parmigiano
San Prospero. I ladri tentano un’altra volta di entrare con la fiamma ossidrica Il proprietario li sente, si affaccia alla finestra di casa ed evita il colpo grosso
SAN PROSPERO. Roberto Miolato poteva essere l’ennesima vittima di uno tanti colpi che le bande di malviventi stanno mettendo a segno anche nella Bassa. E invece l’uomo, titolare della società agricola Verdeta con annesso caseificio, preso di mira dai ladri, è stato in grado di sventare il furto sorprendendoli sul fatto e costringendoli infine alla fuga. È accaduto nella notte tra venerdì e sabato in via Verdeta, nelle campagne tra Staggia e San Prospero, dove ha sede l’azienda zootecnica omonima nonché l’abitazione del proprietario.
«Saranno state le 2,30 quando, complice un sonno leggero o un po’ di dormiveglia, ho iniziato a sentire dei rumori strani che mi hanno insospettito - racconta il titolare - così mi sono affacciato alla finestra del piano superiore e guardando fuori ho visto due individui in cortile. Indossavano delle tute scure ed erano a volto scoperto, entrambi magri e alti. Uno stava armeggiando con la fiamma ossidrica nel tentativo di tagliare le inferriate della finestra a piano terra, per introdursi nello stabile dove teniamo le forme di Parmigiano Reggiano per la stagionatura. L’altro invece, era a qualche metro di distanza, probabilmente faceva da palo. Quando ho capito cosa stava succedendo, mi sono messo a gridare. Loro non si aspettavo di certo di essere interrotti nel bel mezzo del “lavoro”, così si sono spaventati e li ho visti scappare via in fretta e furia».
Se l’intervento di Miolato è stato provvidenziale per mandare a monte il colpo, una buona mano l’ha data anche la resistenza del possente portone in legno che dà accesso al caseificio. I malviventi, infatti, hanno provato invano a violarlo.
«Hanno dapprima cercato di far cedere i cardini sempre grazie all’aiuto della fiamma ossidrica - racconta Miolato - poi tentato di forzarli con un palanchino, ma gli è andata male perché hanno resistito. Sono davvero stanco di queste continue razzie. Risale solo a tre mesi fa, infatti, l’ultima visita indesiderata che ho ricevuto. A settembre hanno rotto le inferriate nella parte posteriore dello stabile, sono entrati dentro, e mi hanno portato via forme di Parmigiano Reggiano per un valore di 15mila euro. Oltre al danno economico per il colpo e il fastidio di dover spendere dei soldi per riparare quello che hanno rotto, la rabbia più grande viene dal fatto che ormai questi colpi sembrano diventati la normalità. Non ci sentiamo più sicuri nè come lavoratori nè come cittadini».
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