Allarme smog a Modena: superati i 35 sforamenti
Il Movimento 5 Stelle segnala il problema e accusa il Comune: "L'inquinamento è preoccupante ma l'amministrazione municipale non fa nulla"
MODENA. La denuncia del Movimento 5 Stelle è precisa: "Smog: è stato raggiunto il limite di 35 sforamenti polveri sottili PM10 rilevati dalla centralina di via Giardini. La centralina Arpae di via Giardini ha rilevato un nuovo picco di smog in città, il 35 esimo su base annuale, e una sequenza negli ultimi 5 giorni di 59, 50, 49, 57, 77 su un limite di 50 ug/m3. Le previsioni meteo per i prossimi giorni indicano alta pressione in Emilia-Romagna, ed è molto probabile che gli sforamenti smog continueranno".
I grillini proseguono: "Come si è visto, passate le perturbazioni che hanno interessato la nostra zona, bastano poche giornate di tempo stabile e lo smog si riappropria delle città emiliane con Modena tra le peggiori in Regione per qualità dell’aria come rilevato dalle centraline Arpae cittadine: via Giardini ha raggiunto i 35 giorni di sforamenti consentiti per concentrazione di PM10 e a rischio di far scattare le misure emergenziali per giorni consecutivi; mentre al parco Ferrari si sono raggiunte nel corso dell’anno 71 giornate di sforamenti per l’ozono su 25 consentite. E’ da questi prevedibili ed ormai assodati indicatori che la nostra amministrazione non ha tratto alcun insegnamento per mettere in campo politiche ad ampio raggio su mobilità sostenibile e qualità dell'aria".
"In 2 anni e mezzo - continuano i grillini - , poco o niente è stato fatto dall'Amministrazione per cercare di conseguire gli obbiettivi del Piano Aria Regionale (PAIR 2020) che indicavano nella mobilità sostenibile, trasporto pubblico locale, percorsi casa-scuola e casa-lavoro, car-sharing, consumo zero di suolo, aree pedonali, Zone 30 e green economy gli strumenti da utilizzare e migliorare. Pur applicando limiti indicati dalla UE che sono di gran lunga superiori a quelli raccomandati dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) i parametri non vengono rispettati. Poca speranza si nutre anche nella neonata ma tardiva direttiva UE per la diminuzione su accordi volontari delle emissioni inquinanti degli stati membri per gli anni 2020/2030, che prende come base gli inventari del 2005, che cita testualmente all’art 4 “gli stati membri dovranno limitare le loro emissioni annue a meno che ciò non richieda misure che comportano costi sproporzionati”. Ancora una volta la salute dei cittadini è subalterna al profitto e a progetti di grandi opere come autostrade Bretella e Cispadana, altamente inquinanti per territorio".
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