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«Ho lasciato banca e tv: inutili»

«Ho lasciato banca e tv: inutili»

Lo scrittore pavullese Strozzi a Equofrignano racconta la sua “decrescita felice”

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PAVULLO. Riflessioni economiche intense nell’incontro organizzato da Equofrignano in sala consiliare con Andrea Strozzi, che ha presentato il suo libro dal titolo “disturbante”, ovvero “Solo la crisi ci può salvare” (Edizioni “Il Punto d’incontro”).

«Un’occasione per riflettere sui propri stili di vita e quelli della comunità – ha sottolineato Giulio Orsini di Equofrignano – e valutare l’opportunità di cambiarli».

L’autore, 42enne modenese, lo ha fatto nel 2014 in modo emblematico abbandonando di colpo il suo lavoro in banca per dedicarsi alla promozione di una diversa concezione del benessere, dell’economia e della vita, che l’ha portato ad aprire un blog (www.llht.org), a scrivere sul Fatto e a tenere incontri su incontri (82 nell’ultimo anno e mezzo).

«Guadagno molto meno di prima, ma sono molto più ricco», ha precisato. Rivoluzione partita da qui: «Nel 2013 ho calcolato che dei miei 220 giorni in banca 149 (il 68%) erano serviti per finanziare consumi necessari a restare nel mondo del lavoro. Solo 71 (il 32%) li avevo lavorati per la mia vita privata».

Di qui la voglia di ristabilire un equilibrio, di contestare il “dogma” del Pil «che in realtà nei Paesi Ocse dove è cresciuto dal 2001 al 2014 ha visto una pari crescita anche di antidepressivi». Strozzi la sua via l’ha trovata anche andando a vivere con la famiglia (sua moglie è pavullese di Renno) in una stalla ristrutturata a Fanano con un ettaro di terra e bosco, togliendo tutto l’accessorio (anche la tv). Un percorso che però può essere favorito dalla crisi: «Deve essere il propulsore – ha concluso – di un nuovo patto sociale tra settore agricolo, società civile, imprenditorialità locale e finanza etica che riconcettualizzi il denaro da fine a mezzo, in una visione che riporti al centro la persona e l’ambiente». (d.m.)

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