Meningite, boom di richieste di vaccini a Modena
Nell’ultimo anno si è arrivati a 19mila dosi, con un aumento di oltre il 50 per cento: «Qui non c’è nessuna emergenza»
MODENA. Cresce l’attenzione, ma non l’allarme. Si potrebbero riassumere così i numeri dell’Azienda Usl della provincia di Modena in merito ai casi di meningite nella nostra provincia. A Modena non c’è nessuna emergenza, i casi annuali sono numericamente gli stessi da quasi un ventennio, senza picchi. Ma a seguito della segnalazione di nuovi casi di meningite di tipo C verificatisi in Toscana da ormai alcuni mesi, c’è stato un notevole incremento di richieste di cittadini per ottenere la vaccinazione, pur non essendosi verificata alcuna situazione anomala.
Nella nostra regione il numero dei casi segnalati è rimasto invariato, con circa 15/16 casi per anno su tutta la popolazione e per tutti i tipi di meningococco (che sono prevalentemente il tipo C e B, più raramente il tipo Y, W e A ).
«Non esiste alcuna situazione di allarme e di pericolo particolare nel nostro territorio, le strategie vaccinali adottate dalla nostra regione si sono fino ad ora mostrate efficaci», spiega il dottor Giulio Sighinolfi, responsabile della pediatria di comunità dell’azienda Usl. Ma la situazione della Toscana ha sicuramente influito sui dati di quest’anno, dal momento che il numero di vaccinazioni richieste in autonomia dalle famiglie è aumentata di oltre il 50 per cento: nel corso del 2016, nella nostra provincia, sono state effettuate oltre 19.000 dosi di vaccino antimeningococco ACWY ai bambini di età tra i 12 mesi e i 17 anni, oltre 6.000 in più rispetto al 2015.
«La campagna vaccinale contro il meningococco C è iniziata nella nostra regione nel 2006 con l'offerta attiva e gratuita ai bambini di 12/14 mesi e agli adolescenti ai 14 anni - continua il dottor Sighinolfi - Dal 2015 il vaccino singolo contro il meningococco C è stato sostituito con un vaccino attivo contro 4 ceppi di meningococco (A C W Y) rendendo più ampio l’ombrello della protezione e si è previsto di abbassare l'età di offerta agli adolescenti a dopo il compimento dei 13 anni».
È inoltre disponibile un vaccino contro il meningococco di tipo B, che colpisce prevalentemente i bambini nella fascia di età 0 - 4 anni e in particolare nel primo anno di vita, per tale motivo il nuovo calendario della regione Emilia Romagna prevederà l'offerta di questo vaccino ai nuovi nati a partire proprio dal 2017.
Nelle altre fasce di età il rischio di contrarre la meningite di tipo B rimane molto basso e tuttavia chi lo desidera può effettuare la vaccinazione dietro il pagamento di una tariffa regionale: «Ricordiamoci - spiega ancora Sighinolfi - che ci troviamo di fronte ad una malattia rara e in Emilia Romagna la situazione è assolutamente sotto controllo. La strategia della Regione, in questo senso, è mirata proprio ad ottenere una copertura vaccinale molto elevata sia nell’oggi che per il futuro. Avere una popolazione con un alta percentuale di vaccinati fa diminuire, ovviamente, le possibilità di contagio, riducendo anche le interazioni con i portatori sani».
Visto l’aumentare delle richieste, per favorire l’accesso alla vaccinazione a pagamento - che viene effettuata presso il Poliambulatorio di via Del Pozzo a Modena - sono state attivate nuove disponibilità e la prenotazione può essere effettuata agli sportelli Cup, in farmacia, chiamando il numero verde unico e gratuito 800 239 123: «È chiaro che, oltre al percorso tradizionale proposto dalla nostra Regione, ci sono anche le scelte personali legate alla protezione individuale. È qui che c’è stato l’aumento maggiore di richieste alle quali abbiamo fatto fronte mettendo a disposizione un canale dedicato: arrivare a somministrare 19mila dosi di vaccino è stato un traguardo importante».
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