Gazzetta di Modena

Modena

Nascondevano in casa un chilo e mezzo d’eroina

di Stefano Totaro
Nascondevano in casa un chilo e mezzo d’eroina

Lui incensurato, lei mamma di un bimbo di pochi mesi: la coppia riforniva i piccoli pusher che spacciano nella zona del parco in viale Rimembranze

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Si fa sempre più serata la lotta alla droga nella nostra città, soprattutto ora, in un periodo, quello delle festività natalizie, in cui fiumi di sostanze stupefacenti confluiscono nel nostro territorio per far fronte, purtroppo, alla domanda, più forte appunto durante le feste. La polizia ha tenuto d’occhio una coppia di giovani albanesi e, al momento opportuno, ovvero l’altra sera, è entrata in azione bloccandola in auto e poi perquisendo la loro a abitazione nella frazione di Paganine.

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Qui gli agenti hanno trovato un chilo e mezzo di eroina, per un valore, una volta tagliata e messa in piazza a piccole dosi, di almeno 50mila euro.

Il blitz, come detto l’altra sera: gli agenti tenevano d’occhio i due giovani. Lui, trentasei anni, albanese, clandestino e incensurato, lei, la sua compagna, ventisette anni, qualche precedente legato ala prostituzione e un figlio di pochi mesi.

I due erano in auto, a Paganine, nei pressi di via Marsala e della loro abitazione: gli agenti hanno fermato l’auto e iniziato una perquisizione. Da subito sono stati trovati sei grammi di cocaina.

Da qui i poliziotti della sezione narcotici della squadra mobile si sono portati alla casa dei due e hanno trovato il loro “ufficio”, la centrale dei loro affari di droga.

In casa sono stati trovati un chilo e mezzo di eroina, molto pura, parte ancora nei cosiddetti sassi, eroina ancora dura, non in polvere cioè, e alcuni panetti. E poi è stata ritrovata l’attrezzatura per preparare la droga: una pressa in ferro per creare i panetti di eroina per acquirenti pusher medio grossi, e due frullatori per sminuzzare i sassi di droga e poi mischiare il tutto con la sostanza da taglio. Una volta ridotta in polvere e tagliata, l’eroina era pronta per essere smerciata: al dettaglio il chilo e mezzo sequestrato avrebbe fruttato almeno cinquantamila euro. In casa, inoltre, gli agenti hanno sequestrato circa cinquemila euro in contanti, frutto di attività di spaccio.

La coppia, come detto, era da un po’ di tempo finita nel mirino degli investigatori. Lui in particolare è considerato una figura intermedia nel panorama dello spaccio: colui che si rifornisce di discreti quantitativi (nel caso specifico è stato appurato che la sua piazza di rifornimento è quella di Milano) per poi rivendere via via quantitativi minori a piccoli pusher che bazzicano in zone specifiche di Modena.

La zona dunque che questo albanese riforniva era quella del parco, nel tratto di viale delle Rimembranze, luogo ormai storico per gli affari di droga: il 36enne vendeva dosi ad altri piccoli spacciatori ma a volte non disdegnava lui stesso di accontentare direttamente qualche cliente di fiducia.

Ora lui si trova in carcere a Sant’Anna mentre la sua compagna, per il fatto che è mamma di un bimbo di pochi mesi e che deve provvedere al suo allattamento, si trova agli arresti domiciliari.

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