Regione: 30 milioni per chi non ce la fa
La giunta ha deciso di stanziare aiuti per pagare gli arretrati degli affitti fino a 12mila euro pro capite
Fondi per abbattere le barriere architettoniche in abitazioni e condomini, con l’accoglimento di tutte le richieste arrivate; aiuti alle famiglie - fino a un massimo di 12mila euro pro capite - per saldare le rate scadute dell’affitto e, ancora, il sostegno ai servizi sociali e sociosanitari sul territorio, a partire da quelli per l’infanzia e i nuclei familiari, per contrastare la povertà e l’emarginazione. Il tutto grazie allo stanziamento di oltre 30 milioni di euro destinati a misure per le fasce sociali più deboli.
La giunta regionale ha approvato tre atti che per il 2016 assegnano ai Comuni e alle loro forme associate rispettivamente 1,6 milioni di euro del Fondo regionale per la concessione di contributi a fondo perduto destinati all’eliminazione di barriere architettoniche in edifici privati, 23 milioni del Fondo sociale regionale per evitare l’esclusione sociale e i quasi 6 milioni di euro del Fondo nazionale per la morosità incolpevole stanziati dallo Stato e messi a disposizione dell’Emilia-Romagna per quest’anno.
«Liberiamo oltre 30 milioni di risorse per interventi nel sociale. Risorse fresche che rispondono ad esigenze concrete- afferma la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna con delega al Welfare, Elisabetta Gualmini - in primo luogo, per il secondo anno consecutivo finanziamo tutte le richieste di interventi sulle barriere architettoniche raccolte dai Comuni dell'Emilia-Romagna, con 1,6 milioni, visto che questa Giunta ha deciso di ripristinare dopo anni di silenzio il fondo regionale per un obiettivo così importante a favore di categorie disagiate. Poi- prosegue- trasferiamo ai Comuni la seconda parte dei finanziamenti legati al fondo sociale per tutte le politiche e i servizi sociali dei territori e, infine, licenziamo le risorse per la morosità incolpevole, cioè per le famiglie che rischiano uno sfratto, purtroppo ancora molto numerose in regione».
«Altro che reddito di solidarietà. Quello che la Regione sta per approvare è pura elemosina, lontana mille miglia da quello che dovrebbe essere un vero reddito di cittadinanza proprio perché quelle poche risorse che verranno impegnate saranno date alle persone sbagliate, seguendo una modalità che di certo non migliorerà né la loro condizione sociale né quella lavorativa. Si tratta dell’ennesimo bluff in pieno stile renziano», commenta Giulia Gibertoni del M5S in Regione riguardo al cosiddetto “reddito di solidarietà”.
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